La più grave crisi economica mondiale dopo quella del '29 sembra miracolosamente scomparsa di scena. L'Italia in particolare appare proiettata verso magnifiche sorti e progressive. Il nostro Pil è in ripresa, l'economia s'è rimessa in marcia, il nostro sistema bancario ha reagito bene agli stress test, quindi niente paura, ne stiamo venendo fuori, la situazione sta pian pianino ritornando alla normalità. E' questo il messaggio che  il governo e i grandi banchieri che reggono le sorti del paese stanno facendo passare attraverso i media grazie al loro seguito di aedi. La disoccupazione giovanile galoppante, il debito pubblico che è tornato a sfondare il livello di guardia, la cassa integrazione che dilaga e crea nuovi disoccupati, i consumi che ristagnano, la crisi di fiducia verso il sistema bancario, la gente che al 20 di ogni mese ha già il conto in rosso, il Sud relegato a se stesso senza alcuna prospettiva di sviluppo sembrano problemi superati. Ma non è diffondendo l'ottimismo che si esce dalla crisi. La ripresa negli Usa decelera, è ancora più debole del previsto: lo ha detto nei giorni scorsi la Federal Reserve, la banca centrale. C'è il pericolo di una ricaduta nella recessione. Le esportazioni americane sono fiacche; sono aumentati i profitti delle imprese ma non gli investimenti; il governo potrebbe essere costretto a ricorrere a nuovi interventi pubblici di salvataggio; la banca centrale sta valutando la possibilità di comprare sul mercato titoli di Stato a lunga scadenza e di pagarli stampando carta moneta in modo da immettere liquidità nel sistema e di far scendere i tassi a lungo termine. Ma in Italia la barca va, questa maggioranza ha rimesso a posto le cose. E' come se il peggioramento del quadro complessivo ci sfiorasse soltanto. Vuoi vedere che aveva ragione l'ex governatore di Banca d'Italia Antonio Fazio quando parlò, due legislature fa, della possibilità di un nuovo miracolo economico? Diverse imprese lamentano l'assenza di un ministro per lo Sviluppo, posto lasciato vacante da Berlusconi dopo le dimissioni di Scajola. Ma che bisogno c'è, oggi, di un dicastero del genere? In Italia sta per sorgere una nuova alba. Se le cose dovessero proprio mettersi male si vede che partiremo tutti per la Libia. Stavolta, però, da emigranti non da colonizzatori (con quello che ci è costato…).