Un'assidua lettrice, Emanuela, commentando un mio post sulle falle della vigilanza di Banca d'Italia, mi invita a spiegare perché il sistema bancario internazionale è stato salvato con fondi pubblici. "Mi scuso per l'ignoranza in materia – scrive Emanuela  – ma sarebbe utile per molti che leggono il suo blog, ma che non sono addetti ai lavori, sapere come è avvenuto questo salvataggio, chi l'ha deciso e con quali modalità si è perfezionato. Inoltre, quale istituto bancario ne ha davvero beneficiato?". Rispondo in modo molto sintetico, perché altrimenti bisognerebbe scrivere un libro, rinviando ad alcuni articoli pubblicati dal "Sole-24 Ore". L'intervento pubblico, dove c'è stato, è avvenuto per impedire il tracollo delle grandi banche, che avrebbe trascinato nel gorgo l'intero sistema bancario internazionale. All'origine del tracollo c'è stata la crisi dei mutui subprime americani, mutui immobiliari privati ad alto tasso d'insolvenza, che erano stati erogati a man bassa dal sistema bancario Usa e che avevano provocato una "bolla" nel mercato della casa. http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-08-06/quel-crack-mutui-stravolto-080254.shtml?uuid=AY2bRTEC

La vicenda dei subprime, che ha determinato la caduta del settore immobiliare, ha innescato una reazione a catena. Gli investitori hanno "scoperto" che le maggiori banche del mondo avevano effettuato investimenti finanziari, indebitandosi per cifre colossali (quello che viene definito l'effetto leva). La crisi è esplosa verso la fine del 2008 con il dissesto della Lehman Brothers, e ad aggravare la situazione è stata la concomitante recessione dell'economia. Gli Stati Uniti d'America, ma anche i governi di diversi paesi europei, sono dovuti correre in soccorso dei propri istituti di credito e delle grandi imprese dell'auto prossime al fallimento, immettendo nel sistema masse ingenti di liquidità.
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-08-11/liberismo-soffitta-stato-salvabanche-080510.shtml?grafici&uuid=AY1XGrFC

La crisi è stata così trasferita dalle banche ai bilanci dei singoli Stati, provocando un'impennata dei debiti pubblici e mettendo in tensione le finanze dei paesi maggiormente indebitati.
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-08-11/liberismo-soffitta-stato-salvabanche-080510.shtml?uuid=AY1XGrFC

Il guaio è che, nel frattempo, la modifica del sistema di regole che ha portato il mondo sull'orlo del baratro è proceduta a rilento. Le banche italiane, in quanto poco internazionalizzate, sono risultate tra quelle meno esposte ai rischi della finanziarizzazione del credito, anche se una quota rilevante dei loro utili si basa sul trading di titoli in Borsa, ma la recessione ne ha comunque accresciuto il livello dei crediti deteriorati e delle perdite su crediti.