Negli ultimi dieci anni l’Italia ha speso in infrastrutture 120 miliardi di euro in meno degli altri grandi Paesi europei. Il presidente dell’Associazione nazionale dei costruttori edili, Paolo Buzzetti, ha commentato ieri sera su Rai3, durante la puntata di Report, che con 120 miliardi si sarebbero potuti costruire 20 ponti sullo Stretto, 14 Salerno-Reggio Calabria, 4 Torino-Milano-Napoli ad alta velocità o 60 pedemontane venete. Non solo: adesso lo Stato rischia il pagamento di una penale di circa 400 milioni di euro all’Impregilo per la mancata realizzazione del ponte di Messina, il cui contratto era stato firmato dal governo Berlusconi dieci giorni prima delle elezioni del 2006. Il governo Prodi ha cancellato l’opera ritenendola inutile e velleitaria, per dare la precedenza a lavori più urgenti e necessari. Ma ora l’Impregilo reclama i soldi, facendo appello a quello che considera un suo diritto violato.