In cima alla classifica dei gruppi più indebitati della Borsa italiana svettano Seat e Alitalia (dati al 31 dicembre 2007 elaborati da R&S). I debiti finanziari di Seat (quasi 3,4 miliardi di euro) rappresentano il 300% del suo capitale netto, mentre quelli di Alitalia (1,5 miliardi) rappresentano il 295%.

I debiti in entrambi i casi sono il quadruplo del patrimonio, ma con una differenza sostanziale: Seat Pagine Gialle è una società quasi monopolistica che guadagna e quello che ha in pancia è l’indebitamento residuo contratto dai suoi grandi azionisti per acquisirne il controllo. Alitalia, invece, perde ed è sull’orlo del fallimento.

Sono molto indebitate, pur generando buoni profitti, anche Enel e Atlantia. La prima è l’ex monopolio dell’energia elettrica: nel 2007 il suo livello debitorio ha superato i 60 miliardi di euro per l’acquisizione di Endesa, uno dei maggiori gruppi elettrici spagnoli. Atlantia, invece, è la più grande società autostradale italiana: un monopolio puro, controllato da un privato (Benetton), il cui debito nel medesimo anno ha superato i 10 miliardi.

Nel 2007, Enel e Atlantia si sono indebitate di due euro e mezzo per ogni euro di patrimonio netto.

I debiti totali di Prysmian (ex Pirelli cavi) e Autogrill sono ammontati a più di due volte e mezzo il loro patrimonio (nell’ordine, il 231,5% e il 219,5%), mentre quelli di Fiat, Lottomatica, Telecom Italia, Impregilo e Fastweb sono stati all’incirca una volta e mezzo.

Incredibile: l’azienda oggi meno indebitata in rapporto al suo capitale netto è Parmalat (la Nuova Parmalat, perché la Vecchia dichiarò bancarotta a fine 2003 con un buco da oltre 13 miliardi di euro).

Hanno pochi debiti in rapporto al patrimonio anche Bulgari (beni di lusso), ST (seminconduttori), il gigante petrolifero Eni e la Mediaset di Silvio Berlusconi.