Davanti al pm di Milano Luigi Orsi  è seduto, come persona informata dei fatti, Piergiorgio Peluso, figlio del ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri. Peluso sciorina il suo curriculum.

 


Nel 1999 è a Mediobanca alle dipendenze dell'allora direttore centrale dell'Istituo di Via Filodrammatici, Renato Pagliaro, e già lì si occupa delle società di Ligresti, amico della famiglia Peluso-Cancellieri fin dai tempi in cui il padre di Piergiorgio gestiva una farmacia.  Nel 2002 sbarca al Mediocredito Centrale proprio nell'anno in cui la banca in quel momento guidata da Matteo Arpe è accorpata in Capitalia insieme a Banca di Roma, Banco di Sicilia e Bipop-Carire. Presidente di Capitalia è Cesare Geronzi, legato a Salvatore Ligresti la cui Premafin è a sua volta azionista di Capitalia.   Nel 2005 fa un importante salto di carriera: assume la responsabilità della divisione corporate di Capitalia. Poi nel 2007 Capitalia è fusa, o meglio annegata con le sue enormi passività, in UniCredit, all'epoca guidata da Alessandro Profumo, e Peluso compie un ulteriore salto di carriera: nel 2008 è nominato amministratore delegato di UniCredit Private Banking. Non solo: gli viene anche affidata la responsabilità dell'area corporate di UniCredit e in questa veste segue alcune importanti operazioni per il gruppo Ligresti, tra le quali il trasferimento del debito di Sinergia alla Imco, due società di don Salvatore che, dopo l'emergere del dissessto del gruppo Ligresti, hanno dichiarato fallimento.  UniCredit ha ereditato dalla bresciana Bipop un credito di oltre 100 milioni verso Sinergia a fronte di garanzie piuttosto fragili. Attraverso complesse modalità finanziarie il debito è trasferito a Imco, altra società di Ligresti. Imco possiede delle aree agricole nei pressi dell'Istituto oncologico europeo di Milano, su  cui UniCredit iscrive ipoteca. L'obiettivo è riuscire a trasformare queste aree da agricole in edificabili.

Nel 2012 Peluso diventa direttore generale di FonSai dopo che Unicredit ne ha sottoscritto un aumento di capitale e ne ha chiesto il cambio della governance.  L'intera catena di controllo dei Ligresti, compresa FonSai, è già in gravi difficoltà finanziarie. A sponsorizzare il suo arrivo nella principale carica operativa della traballante compagnia sono UniCredit e Mediobanca, legate a filo doppio al gruppo Ligresti per via dei crediti molto consistenti concessi alle sue controllate. La sua nomina risulta gradita anche a Ligresti.

Peluso riferisce inoltre ad Orsi di indiscrezioni raccolte  dall'allora amministratore delegato della controllata Liguria Assicurazioni, Sandro Salvati (nel frattempo deceduto), su somme di denaro che il gruppo avrebbe trasferito non si sa bene a quale titolo a Giancarlo Giannini, presidente dell'autorità di controllo sulle assicurazioni, attraverso un grande studio legale.  Peluso parla anche di una lettera anonima, che avrebbe consegnato al suo diretto superiore, l'allora amministratore delegato di Fonsai, Emanuele Erbetta, che confermerebbe le indiscrezioni ricevute da Salvati. E conclude la deposizione, riferendo di un'analisi sui costi della famiglia Ligresti a carico di FonSai commissionata ad un altro "figlio d'arte" assunto da don Salvatore: Mauro Ferrante, figlio dell'ex prefetto di Milano che nel 2006 è candida alle elezioni per il sindaco del capoluogo lombardo con il sostengo di Ds e Margherita.  LEGGI L'INTERROGATORIO QUI SOTTO.

Il giorno 30 ottobre 2012 alle ore 10,00, in Milano in via Fabio Filzi, n.42 – presso il Nucleo Polizia Tributaria di Milano, avanti al Pubblico Ministero dott. Luigi ORSI – Sost. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano, che procede personalmente alla redazione del presente verbale, sono presenti il Ten. Col. t.ST Luigi Carbone e il Cap.  Gabriele Bonavitacola del Nucleo Polizia Tributaria Guardia di Finanza di Milano.

E' comparso PELUSO Piergiorgio, nato il 25/03/1968 a Roma, residente a Milano, via Alessandro Manzoni n. 41. Attualmente dirigente presso Telecom Italia SpA. Il suddetto, avvertito dell' obbligo di riferire ciò che sa in relazione ai fatti sul quale viene sentito, avvertito altresì delle conseguenze penali cui può incorrere ex art. 371 bis C.p. nel caso in cui renda dichiarazioni false ovvero taccia, in tutto o in parte, ciò che sa su fatti medesimi, dichiara:

Domanda: Nella sua veste di dirigente di UNICREDIT SpA, di quali operazioni si è occupato nei rapporti con il gruppo Ligresti?

R.: Devo distinguere le varie fasi della mia carriera. Nel 2002 e sino al 2005, sono stato dirigente del Mediocredito Centrale, all'interno del quale mi occupavo di consulenza finanziaria. Questa banca faceva parte del gruppo CAPITALIA. Ciò significa che mi occupavo di advisory ma non di strutturare le operazioni bancarie. In questo periodo ricordo due operazioni importanti con il gruppo Ligresti: una prima ristrutturazione del debito che il gruppo SINERGIA aveva nei confronti di CAPITALIA; un nuovo finanziamento erogato da CAPITALIA a PREMAFIN. Le due operazioni presentavano un certo grado di complessità e non ne ricordo adesso i dettagli. In una fase successiva, dal 2005 al 2007, ho assunto il ruolo di responsabile della divisione corporate di CAPITALIA, veste nella quale avevo i rapporti con i grandi clienti, tra i quali certamente il gruppo Ligresti. In questa fase non ricordo grosse operazioni tra CAPITALIA e il gruppo Ligresti. Devo precisare in ogni caso che CAPITALIA svolgeva una funzione di governance o di second opinion e non aveva rischio di credito ricadente invece su BANCA DI ROMA. Rimanendo nel medesimo gruppo, nel 2007 ho assunto il ruolo di responsabile dell'Investment banking di UNlCREDIT che nel settembre di quell'anno si fuse con CAPITALIA. A partire da questa data e sino alla fine del 2008, quando assunsi anche la veste di responsabile corporate, non ricordo particolari operazioni con il gruppo Ligresti. Come amministratore delegato di UNICREDIT CORPORATE BANKING, seguivo le operazioni creditizie e di carattere straordinario. Di quelle che furono realizzate con il gruppo Ligresti ne ricordo due, in particolare:
– il trasferimento del debito di SINERGIA ad IMCO, operazione effettuata tra il 2008 e il 2009. Di questa operazione si occupò principalmente il collega Stefano Tutinelli, responsabile di una parte del comparto immobiliare della banca. Per parte di SINERGIA trattava come operativo esclusivamente Rubino. Io non ho seguito l'operatività spicciola ma vedevo l'operazione dal mio punto di vista di amministratore delegato della banca. Questa operazione ci fu proposta dal cliente con la motivazione di concentrare il debito dove erano i beni, particolarmente l'aerea Cerba in IMCO.
– Altra operazione straordinaria fu l'ingresso di UNICREDIT quale socio di FONDIARIA tra il 2010 ed il 2011, episodio legato al mancato ingresso di GROUPAMA in FONDIARIA.
Mi si chiede se anche il gruppo PREMAFIN ha realizzato operazioni straordinarie con la banca in questo periodo e rispondo che in proposito ricordo particolarmente l'equity swap, stipulato nel 2008. Si trattò di una operazione tipicamente finanziaria motivata dal fatto che Ligresti riteneva sottovalutata FONDIARIA. L'importo della operazione dovrebbe ammontare intorno ai 50 mln di euro. Ricordo che fu Salvatore Ligresti di chiedere all'amministratore delegato dell'epoca, Profumo, di fare questa operazione. La parte esecutiva mi venne affidata da Profumo. Con il calo del prezzo dei titoli FONDIARIA sul mercato, FONDIARIA si è costituita debitrice di UNICREDIT e questo debito è rientrato nel complessivo debito di Fondiaria verso UNICREDIT.
Mi si chiede quale sia l'esposizione di FONDIARIA verso UNICREDIT, a memoria mi sembra che ammonti a circa 200 mln di euro. Si tratta di linee nozionali, non utilizzate o parzialmente utilizzate.

Domanda: Lei ha avuto rapporti con i Ligresti prima e al di fuori di queste operazioni che ha
descritto?

R.: Si, negli anni '70 mio padre gestiva una farmacia che si trovava vicina allo studio medico esercitato dal Dott. Antonino Ligresti. E' nata così una conoscenza familiare. Ho avuto rapporti di lavoro con il gruppo Ligresti anche prima del periodo in cui lavoravo in MEDIOCREDITO CENTRALE, tra il 2002 ed il 2005. Già nel 1999, quando lavoravo in MEDIOBANCA alle dipendenze del Dott. Pagliaro, mi ero occupato della PREMAIMM. In particolare l'operazione consisteva nella scissione di questa società da PREMAFIN e nella ristrutturazione del debito della NUOVA FINANZIARIA MODERNA.

Domanda: E' stato qui riferito che Lei nell'autunno dell'anno scorso sarebbe venuto a sapere che l'ex presidente delI'ISVAP Giancarlo Giannini avrebbe ricevuto danaro dal mondo FONDIARIA attraverso una "onlus sanitaria".

R.: All'interno di FONDIARIA circolavano voci sul fatto che Ligresti e Giannini avessero rapporti per così dire privilegiati. Era ricorrente il rumor secondo il quale il canale di trasferimento di danaro fosse l'avvocato Tuccillo, un legale napoletano che aveva assunto l'incarico di occuparsi della liquidazione sinistri a Napoli e che percepiva parcelle significative. Questo scrivevano anonimi che ho ricevuto in più occasioni e questo mi ha riferito l'ex amministratore delegato della società Assicurativa Liguria (controllata da Fondiaria), Sandro Salvati, che è deceduto un anno fa. Gli anonimi li ho condivisi con Erbetta, essendo indirizzati ad entrambi. La confidenza di Salvati mi è stata fatta in assenza di alcun altro interlocutore. Salvati mi parlò di questa vicenda appena entrai in FONDIARIA, nel settembre 2011. Mi disse di andare a guardare con attenzione alle parcelle di Tuccillo e mi fece capire che attraverso quel canale i soldi arrivavano a Giannini. Non mi disse quale fosse la sua fonte informativa. Mi si chiede se gli anonimi facessero riferimento a Tuccillo come canale di trasferimento di soldi da Ligresti a Giannini e rispondo che questi anonimi si limitavano a lamentare il fatto che Tuccillo lavorasse così tanto con FONDIARIA. In sostanza devo chiarire quanto detto sino ad ora nel senso che la notizia che Tuccillo potesse essere il canale di soldi tra Ligresti e Giannini mi fu data dal solo Salvati. Mi si chiede se Erbetta fosse a conoscenza di quanto mi diceva Salvati. Riferì ad Erbetta quanto avevo saputo da Salvati e lui mi disse che non poteva essere vero perché Tuccillo era una brava persona. I legali che si occupano della liquidazione sinistri li sceglie l'Avvocato Rapisarda.

Domanda: Le ho chiesto se Lei ha mai saputo e riferito ad alcuno che del danaro sia andato a Giannini da una ONLUS sanitaria.

R.: Non ho mai saputo né mai riferito ad alcuno di questa ONLUS. Mi si chiede se io abbia mai riferito ad Erbetta che i Ligresti pagavano Giannini attraverso una ONLUS sanitaria e rispondo che non l'ho mai fatto perché non lo sapevo.

Domanda: Lei dispone di copia degli anonimi che ha citato prima?

R: No. Dovrebbe detenerli Rapisarda.

Domanda: Quando Lei ha saputo da Salvati che Tuccillo poteva essere un canale di pagamenti a Giannini, ha disposto accertamenti?

R: No, ne ho parlato ad Erbetta che mi ha detto che Tuccillo è una brava persona. Nel periodo in cui ho preso l'incarico in FONDIARIA ho disposto invece una analisi dei costi della famiglia Ligresti, cioè quelle uscite
di cassa della FONDIARIA che impattano sul conto economico. Questi costi nel 2010 ammontano a 100 mln di euro circa. Non si tratta di costi necessariamente sospetti, ma di tutta una serie di impieghi che riguardano anche investimenti immobiliari. Per redigere questa analisi mi sono fatto aiutare da Mauro Ferrante (figlio dell'ex prefetto di Milano ed operativo nella direzione immobiliare di FODIARIA) e dal responsabile dei bilanci DALFELLI. Questo documento posso farglielo avere in copia quanto prima. Questa analisi non individua alcun costo sospetto. All'epoca feci anche un controllo sommarie sui volumi di operatività di Tuccillo e non emerse nulla di particolarmente sospetto.

Letto e sottoscritto alle ore 12.42 del 30 ottobre 2012