Don Salvatore (nella foto a destra, con l’amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel) risponde alle domande del pubblico ministero Luigi Orsi. Prima di leggere la deposizione è però utile inquadrare personaggi e circostanze. Il primo personaggio è il consigliere d’amministrazione di Fonsai Massimo Pini,  deceduto durante l’estate dello scorso anno. E’ lui a suggerire a Ligresti di affidare un mandato legale a Marco Cardìa, figlio di Lamberto, ex presidente della Consob. Ma chi è Pini?

Socialista della cerchia di Bettino Craxi, editore di una piccola casa editrice milanese, la Sugarco, Pini negli anni ’80 è inserito dal potente segretario del Psi nel comitato di Presidenza dell’Iri guidato da Romano Prodi, del quale diventa il principale oppositore. I legami tra Pini e Ligresti, di cui Craxi è il padrino politico, debbono certamente risalire a quella data. Come componente del Comitato di presidenza, che è lottizzato tra i partiti di governo, Pini ha accesso alle principali operazioni dell’Iri, tra cui, una delle più delicate, la privatizzazione di Mediobanca, un passaggio che rafforza il già saldo legame tra Craxi e Ligresti. Siamo nel 1988, Craxi si oppone alla privatizzazione della Mediobanca di Cuccia, il quale, per sbloccarla, accetta di mettere sotto la propria ala protettiva il costruttore siciliano che rischia di essere schiacciato dai debiti.

Dall’interrogatorio emerge, inoltre, un’assidua frequentazione tra Ligresti e Silvio Berlusconi, altro grande protetto di Craxi, che durante la guerra di Segrate tra il cavaliere di Arcore e Carlo De Benedetti per il controllo della Mondadori si adopererà per dare man forte al patron della Fininvest. Ligresti e Berlusconi si incontrano spesso in modo informale per discutere a ruota libera. Una volta raccomanda al Cavaliere il presidente dell’Isvap Giancarlo Giannini; un’altra, il prefetto Annamaria Cancellieri.  LEGGI L’INTERROGATORIO SOTTO

Il giorno 15 dicembre 2012 alle ore 9.20, avanti al Pubblico Ministero dott. Luigi Orsi, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano, il quale, dando preliminarmente atto della sussistenza di una contingente indisponibilità di strumenti di produzione e di ausiliari tecnici, visto l’art. 140, comma l°, c.p.p. dispone che il presente verbale sia redatto in forma riassuntiva, alla presenza del Ten.Col. t.ST. Luigi Carbone e del Capitano Gabriele Bonavitacola del Nucleo di PT della GdF di Milano è comparsa la persona sottoposta ad indagini:

LIGRESTI Salvatore, generalizzato in atti.

Sono presenti i difensori di fiducia, avv. Gian Luigi Tizzoni con studio a Milano in Piazzetta Guastalla n.1 e l’avv. Riccardo Villata del foro di Milano con studio in via San Barnaba, n.30.

Ribaditi gli avvisi di legge, il Pm prosegue nell’interrogatorio.

L’indagato dichiara: intendo rispondere.

DOMANDA: Nella precedente occasione Le avevo chiesto di svolgere un quadro del mondo immobiliare facente capo alle società controllate dalla sua famiglia e Lei mi aveva chiesto un termine per ricostruire questo aspetto dell’attività del suo gruppo. Il tema è effettivamente molto complesso ed è largamente ricostruibile su base documentale. Oggi voglio portare alla sua attenzione, piuttosto, sul tema delle società quotate, per tutte Premafin e Fondiaria-Sai. Chi intratteneva i rapporti tra queste società e le Authority di vigilanza?

R.: Sono stato per anni a capo del gruppo che controllava queste società. Le quotate sono imprese estremamente complesse al’interno delle quali operavano ed operano un ampio spettro di specialisti. Anche sul fronte dei rapporti con la vigilanza le questioni erano seguite da manager estremamente qualificati. Ben inteso io ho avuto modo di conoscere gli esponenti apicali delle autorità di vigilanza.

Domanda: Vorrei innanzitutto portare la sua attenzione su una circostanza particolare. Risulta che tra i professionisti legali di Fondiaria-Sai è stato officiato l’Avvocato Marco Cardia, figlio dell’ex presidente della Consob. In quali circostanze ha assunto questo incarico professionale?

R: L’iniziativa è certamente partita da Massimo Pini. Questi è stato membro del Consiglio di Amministrazione di Fondiaria-Sai sino a qualche mese fa quando è deceduto. Pini era una personalità autorevole del mondo politico finanziario italiano. E’ stato all’Iri, si è occupato della privatizzazione di Mediobanca ai tempi di Cuccia. Un uomo di importanti relazioni tanto a Roma quanto a Milano. Non ricordo quando ciò è accaduto ma è certo che fu Massimo Pini a suggerire che fosse incaricato come professionista legale Marco Cardia. Questa indicazione Pini l’ha data personalmente a me. Mi si chiede per quale ragione scegliessimo Cardia.  Pini mi ha spiegato che si trattava del figlio del presidente della Consob in carica. Non c’era bisogno di spiegare altro. L’affidamento degli incarichi fu seguito specificamente da Fausto Rapisarda. Mi si chiede se sia a mia conoscenza il fatto che Rapisarda abbia emesso fatture verso Marco Cardia. Lo ho appreso recentemente. Marco Cardia e Fausto Rapisarda avevano una stretta relazione personale, erano amici.

Domanda: Lasciando da parte il tema della Consob e venendo a quello dell’Isvap, quale era la situazione?

R: Ho conosciuto il presidente dell’Isvap Giancarlo Giannini quando il mio gruppo aveva acquisito la Fondiaria nel 2002. Me lo ha presentato Marchionni. I due erano in buoni rapporti. Da allora ho avuto occasione di incontrare Giannini di tanto in tanto a Roma nel salotto dell’Avvocato Consolo. Questi è un professionista molto noto ed anche un uomo politico.

Domanda: Risulta da dichiarazioni qui rese che Lei si sia adoperato nel corso del 2011 perfavorire la nomina di Giannini all’Antitrust quando fosse scaduto il suo mandato di presidente dell’Isvap E’ così?

R: In realtà ho avuto più volte modo di parlare con il Presidente Berlusconi di questo tema. Effettivamente in alcune occasioni ho segnalato al Presidente il mio personale auspicio che si trovasse una “sistemazione” per Giannini. Non posso essere preciso sulle date nelle quali ho parlato di ciò con Berlusconi anche perché avevo ed ho una particolare consuetudine con lui. Siamo amici da vecchia data, veniamo dalla gavetta e gli incontri sono tanto frequenti quanto informali. Con il Presidente Berlusconi si parla di tutto. In ogni caso ricordo chiaramente di avergli rappresentato in più di una occasione questo tema.

Domanda: Per quale ragione Lei si è speso in favore di Giannini?

R: Giannini si è sempre comportato bene con me, fin dall’inizio della nostra conoscenza. Ricordo che quando ancora non avevo formalizzato l’acquisizione della partecipazione di controllo in Fondiaria, siamo tra il 2001 ed il 2002, Giannini – che incontrai in un convegno a Firenze – mi incoraggiò dicendomi che quella società era un buon affare.

Domanda: L’iniziativa che Lei prese di andare da Berlusconi la assunse all’insaputa di Giannini?

R: No, ne abbiamo parlato con lui nel corso degli incontri a casa Consolo. Ricordo anche che Marchionni mi sollecitò nel senso di promuovere una sistemazione a Giannini.

Si dà atto che il presente atto viene sospeso dalle ore 10:08 alle 10:30.

Domanda: Le è capitato quanto spesso di segnalare delle persone alla autorità politica amministrativa?

R: Non ricordo che sia successo in altri casi. Anzi mi viene in mente un secondo episodio e sempre riferito al Presidente Berlusconi. Mi feci latore del desiderio dell’allora prefetto Cancellieri che era in scadenza a Parma e preferiva rimanere in quella sede anziché cambiare destinazione. L’attuale ministro Cancellieri è persona che conosco da moltissimi anni e ciò spiega che mi si sia rivolta e che io abbia trasmesso la sua esigenza al Presidente Berlusconi. In quel caso la segnalazione ebbe successo perché la Cancellieri rimase a Parma.

Domanda: Quindi Lei ha raccomandato Giannini facendo un gesto pressoché unico. Perché?

R: Avevo apprezzato il suo tratto gentile ed evidentemente anche Marchionni aveva con lui un buon rapporto se mi ha chiesto di trovargli una sistemazione.

Domanda: Il professor Fulvio Gismondi è stato per alcuni anni e sino a poco tempo fa il consulente attuario del gruppo Fondiaria. Si tratta del tecnico incaricato tra l’altro di curare le risposte all’Isvap in sede di ispezione. Gismondi ha qui raccontato che tra il 2010 ed il 2011, l’Isvap aveva chiesto chiarimenti su alcuni aspetti della gestione di Fondiaria e tra gli altri la plausibilità dei compensi che Lei ha percepito dalla società negli ultimi anni. Gismondi ha spiegato che in numerose occasioni ha rappresentato a Lei, a sua figlia Jonella, nonché al dott. Erbetta ed all’avv. Rapisarda viva preoccupazione per gli accertamenti in corso da parte dell’Isvap. Il teste ha chiarito che in tutte queste occasioni Lei ha minimizzato il problema affermando che “Giannini è un amico”. E’ così?

R: Questo tema è un po’ più specifico rispetto a quanto ho finora riferito. Preferirei affrontarlo in
condizioni di maggiore freschezza. Sono un po’ stanco.

Il presente verbale, previa lettura, viene chiuso e sottoscritto alle ore 12:02.

Si dà atto che l’interrogatorio proseguirà in data 19 dicembre ore 09:00.