Ho comprato un biglietto Alitalia per una tratta nazionale, attraverso il portale Edreams. Il biglietto era per mio figlio. Ma subito dopo l'acquisto, a sera già inoltrata, mi sono accorto di avere digitato erroneamente il mio nome al posto del suo. L'indomani mattina alle nove ho chiamato il numero verde di Edreams. L'operatore mi ha spiegato che avrebbe potuto inserire il nome di mio figlio, ma che per avere la certezza della validità del biglietto sarebbe stato opportuno sentire prima l'Alitalia. Così ho fatto. Ho telefonato alla nostra amata compagnia di bandiera e ho scoperto con meraviglia che del nome digitato in modo errato si possono modificare, per regolamento, fino a un massimo di quattro lettere. Per questa clausola a dir poco bizzarra ci ho rimesso di fatto il prezzo dell'intero biglietto. Pagare e sorridere. Dei 15 risibili euro di rimborso (su un totale di 57,18) riconosciutimi da Alitalia, me ne ritorneranno in tasca, infatti (forse, un giorno), solo 5. Gli altri 10 saranno trattenuti da Edreams. Non solo ci ho rimesso 52 euro e 18 centesimi del vecchio biglietto, ma il prezzo del nuovo era nel frattempo salito a 72 euro e 83 centesimi. Fate voi i conti.
Da una piccola indagine ho scoperto che errori di questo titpo (di nome, di data o altro) sono più frequenti di quanto non si creda e che in tutti questi casi il biglietto è da buttare e da rifare. Non so se le altre aviolinee si comportano più correttamente di Alitalia. Francamente non ne sarei così sicuro. La cosa che non capisco, però, è come mai questi comportamenti non siano sanzionati. Va bene prendersela con banche e assicurazioni quando truffano i clienti, ma bisognerebbe che qualcuno si ricordasse che sono in buona compagnia.