Dopo i due articoli del Sole-24 Ore sull'abnorme buco da 71 milioni di euro presente nel bilancio del Comune di Mozzate e sui gravi rilievi mossi all'amministrazione locale dalla Corte dei conti e dall'ispettorato della Ragioneria generale dello Stato, decine di agenti della Guardia di Finanza si sono presentati negli uffici del municipio del piccolo centro in provincia di Como  per acquisire una massa di documenti.  Gli investigatori si sono poi diretti nella sede di Mozzate Patrimonio, la partecipata all'origine del dissesto. Le indagini, per il momento verso ignoti, sono condotte dalla Procura della Repubblica di Como e coordinate dal pm Simona De Salvo. Sotto la lente degli investigatori le principali operazioni effettuate dalle giunte di centro-destra guidate da Lega Nord e Pdl: appalti, affidamenti di lavori con trattativa privata e i rapporti tra il Comune e la Omnia, poi incorporata nella Econord di Varese, che gestisce una discarica nel territorio di Mozzate.  Gli ispettori della Ragioneria hanno in particolare rimarcato l'illegittimità di un'anticipazione di 15 milioni di euro sui futuri canoni di concessione della discarica, su cui il Comune sta pagando interessi passivi molto onerosi. Per i tecnici della Ragioneria che hanno ricostruito l'operazione, queste anticipazioni configurerebbero una vera e propria attività di "tesoreria parallela". 

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