Cesare Geronzi e Antonio Fazio negli anni '80 sono in Banca d'Italia e intrattengono buoni rapporti. Poi il primo va per la sua strada, e quando prende in mano le redini di Banca di Roma, dopo le dimissioni di Pellegrino Capaldo da presidente, ritrova Fazio nel ruolo di Governatore.


 Fazio succede  a Carlo Azeglio Ciampi il quale nel 1993 lascia Banca d'Italia per assumere la presidenza del Consiglio dei ministri. La sua nomina desta scalpore per almeno due motivi. Quando è nominato governatore, egli è vicedirettore generale di Via Nazionale. Sopra di lui, in linea gerarchica, siede il direttore generale Lamberto Dini. Eppure è Fazio ad avere la meglio, tant'è che l'anno successivo Dini, risentito, lascia Banca d'Italia per entrare in politica, all'inizio come ministro del Tesoro del primo governo Berlusconi e poi, dopo la caduta di quest'ultimo, come capo di un governo tecnico.  Non solo: la carica di governatore è stata ricoperta storicamente da esponenti di provata fede laica, mentre Fazio è un cattolico militante profondamente radicato nel mondo della Chiesa: è vicino alle più alte cariche vaticane, mostra simpatie per l'Opus Dei e per un altro ordine integralista come i Legionari di Cristo, a cui si consacrerà qualche anno dopo una delle figlie, Maria Chiara, ed è inoltre un grande studioso di San Tommaso e della dottrina sociale della Chiesa. 

Fino a quando è Capaldo a presiedere Banca di Roma, Geronzi sta a rispettosa distanza dal Governatore. Quando Capaldo se ne va e viene a cadere ogni filtro, tra i due prevale un'intensa amicizia che Geronzi ostenta in pubblico, così come non fa mistero del legame con Sergio Cragnotti, il finanziere della Cirio finanziato da Banca di Roma, con il quale trascorre l'ultima dell'anno a Sankt Moritz. Con il pio e riservato Fazio, invece, si concede solo qualche spostamento a sfondo religioso. Restano negli annali i voli a Santiago de Compostela e a Lourdes, con aerei presi a nolo da Geronzi. Diranno le malelingue che, non sapendo più cosa fare per risolvere i problemi di bilancio di Banca di Roma, entrambi fossero andati a chiedere un miracolo alla madonna di Lourdes. Controllore e controllato dovrebbero mantenersi a debita distanza, essere autonomi l'uno dall'altro, ma la regola non si applica tra Fazio e Geronzi. CONTINUA