L’annunciata fusione tra Banco Popolare e Bpm (Banca Popolare di Milano, nella foto il quartier generale) è stata accolta da quasi tutta la stampa nazionale con un coro di “evviva” la cui spiegazione va in parte ricercata nei traballanti conti dei  grandi gruppi editoriali e dei loro azionisti industriali.Tra le poche voci critiche registriamo quella di Marco Onado su “Il Sole 24 Ore”. Il noto economista (tra i maggiori esperti del settore bancario), pur riconoscendo le potenzialità dell’accorpamento tra i due istituti, che darà vita al terzo gruppo creditizio dopo Intesa Sanpaolo e UniCredit, sottolinea la necessità di un radicale cambio di governo della nuova banca. E ricorda come “troppo spesso in Italia le fusioni hanno dato risultati negativi perché hanno prodotto vertici ed organi sociali attenti molto più agli equilibri degli stakeholder di riferimento (fossero soci di cooperative, fondazioni o centri di potere locale poco importa) che alle esigenze di gestione di un’azienda grande e moderna. Prova ne sia che gli organi sociali delle due banche in questione oggi contano oltre cinquanta esponenti, sufficienti per organizzare un quadrangolare di calcio, ma pletorici per due banche di media dimensione”. Non solo, aggiunge Onado: “In passato, il ventre molle del sistema bancario italiano era stato quello pubblico meridionale, più permeabile alle deviazioni del clientelismo. Le banche entrate in crisi negli ultimi dieci anni sono tutte private e operano nelle regioni più ricche e industrializzate. Il tratto comune che le unisce è una governance deviata (non solo nelle banche popolari) che ha portato a privilegiare interessi particolari e torbidi a quelli della crescita di lungo periodo”.

Insomma, il capitalismo bancario-finanziario della grande borghesia lombarda, altrimenti detto pomposamente capitalismo di relazione, ha assorbito il peggio del capitalismo assistito dell’Italia meridionale, dando forma a una nuova classe dirigente finanziario-speculativa e al tempo stesso burocratico-parassitaria (secondo la definizione di Giorgio Galli ne “Il golpe invisibile”) che ha saccheggiato l’Italia e minato democrazia. APRI IL LINK http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2016-03-24/una-banca-forte-il-territorio-065207.shtml?uuid=ACZEM8tC