Le cronache “ammantano” David Martinez Guzman “di un’aura misteriosa sulle origini della sua fortuna”. Va assolutamente letta l’intervista-scoop del Sole-24 Ore – raccolta a Londra da Leonardo Maisano – al finanziere di origine messicana che attraverso Fintech Advisory ha acquisito il 4,5% del Monte dei Paschi di Siena. Guzman, che non concedeva un’intervista da anni, dichiara di essere stato “educato grazie anche ai Legionari di Cristo” e di essere stato in particolare legato a Marcial Maciel Degollado, il sacerdote cattolico coinvolto in gravi scandali sessuali, fondatore della congregazione clericale messicana ramificata su scala mondiale. Maciel, dice Guzman, “la cui storia è nota, mi fu vicino, mi fece studiare filosofia, da laico, all’univerità Gregoriana di Roma”. Da allora la stella di Guzman non ha mai smesso di crescere e oggi è considerato, scrive Maisano, l’uomo più liquido di Wall Street. Maciel, i cui gravi atti di pedofilia contro seminaristi dei Legionari furono a lungo coperti da papa Wojtyla (vedi Discepoli di verità, “I peccati di papa Wojtyla”, Kaos Edizioni), fu infine condannato dalla Congregazione per la dottrina della fede alla pena della rinuncia a ogni ministero pubblico e a una vita di penitenza e di preghiera.
Nella città più massonica d’Italia (il senese Stefano Bisi è da qualche mese il nuovo gran maestro del Grande oriente d’Italia), mette dunque piede un esponente del mondo finanziario internazionale legato a una delle organizzazioni religiose considerate, quasi al pari dell’Opus Dei, una sorta di massoneria bianca. Legato ai Legionari di Cristo era il cattolicissimo Antonio Fazio, l’ultimo governatore a vita di Banca d’Italia, condannato per la fallita scalata dell’ex Banca Popolare di Lodi ad Antonveneta. E proprio l’acquisizione di Antonveneta da parte del Monte dei Paschi, avvenuta a valori stratosferici, è una delle vicende più oscure che hanno portato sull’orlo del dissesto il gruppo creditizio senese.