C’è da fidarsi dell’accordo Abi-Governo sui mutui? Quando vi sono di mezzo le banche, la prudenza non è mai troppa. Quindi: fate bene i vostri calcoli prima di lasciare la via vecchia per la nuova. Se le associazioni dei consumatori e i giornali più autorevoli continuano a mettere in guardia i sottoscrittori dai potenziali rischi della recente intesa, una ragione c’è: le banche non danno mai niente per niente.

Segnalo a questo proposito l’articolo di Gino Pagliuca su "Corriere Economia" del 26 maggio, che chiarisce molte questioni.

L’accordo – di cui aspettiamo di conoscere i particolari per capire se siamo di fronte a una trovata del ministro Tremonti o a qualcosa di conveniente per il cittadino – fa sì che il sottoscrittore possa bloccare la rata del proprio mutuo al livello di quella del 2006, quando il tasso Euribor era ancora abbordabile. Così facendo, egli pagherà una rata, almeno all’apparenza, costante per l’intera durata del mutuo.

In realtà questo "sconto" si traduce in un prestito. Al mutuo – leggiamo nell’articolo – sarà infatti collegato un conto corrente su cui sarà addebitata mese per mese la differenza tra la rata vera e quella virtuale: tra la rata che ci spetterebbe pagare e quella che si andrà effettivamente a pagare. I conti si faranno dopo, al termine del piano di ammortamento. Se a quel punto il sottoscrittore avrà ancora un debito residuo verso la banca, questo sarà trasformato in un ulteriore mutuo a tasso fisso di durata tale da poter essere rimborsato alla stessa rata costante corrisposta in precedenza.

In pratica vi sono buone probabilità che, aderendo all’accordo Abi-Governo, la durata del vostro mutuo si allunghi oltre misura. Il che equivale a pagare più interessi. Il beneficio di una rata più bassa andrà in sostanza commisurato al rischio di restare incatenati a vita alla vostra banca.

Vale la pena correre questo rischio se non si ha uno stipendio sufficiente ad affrontare ulteriori aumenti dei tassi. In caso contrario, forse è meglio ricorrere alla legge Bersani che ha introdotto il principio della portabilità gratuita del mutuo, vale a dire cambiare banca a zero spese cercando di negoziare qualche decimale d’interesse in meno.

In ogni caso, prima di fare un passo in una direzione o nell’altra bisogna avere chiaro il quadro, bisogna farsi spiegare e rispiegare agli sportelli bancari le condizioni effettive del nuovo mutuo.

E ricordate: i consigli delle banche non sono mai disinteressati.