I primi otto gruppi bancari nazionali (Intesa Sanpaolo, UniCredit, Ubi, Banca Popolare di Milano, Banca Mps, Bper, Banca Popolare di Sondrio e Banco Popolare) hanno in portafoglio titoli di Stato italiani per un totale di quasi 233 miliardi di euro. Il dato è contenuto nei rendiconti semestrali del 30 giugno 2013.

 


L'ammontare è cresciuto a vista d'occhio negli ultimi due anni. Sfiorava i 191 miliardi al termine del primo semestre 2012 e superava di poco i 160 miliardi due anni fa.

Intesa Sanpaolo ha titoli del debito pubblico per un valore di oltre 100 miliardi, pari al 15,5% dei suoi attivi. Nello stesso periodo del 2011 ne aveva per un valore di 64 miliardi. Nel caso di UniCredit, invece, che ha in portafoglio titoli di Stato per 49 miliardi, l'incidenza sui propri attivi è del 5,5 per cento.

Abbondano di titoli di Stato italiani anche Monte dei Paschi di Siena (per 29 miliardi di euro, pari al 13,5% dei propri attivi), Ubi Banca (per 19,5 miliardi pari al 15,3% degli attivi), Banco Popolare (per quasi 15 miliardi pari all'11,2% degli attivi), Popolare di Sondrio (per 5,4 miliardi, pari al 16,6% degli attivi) e Banca popolare dell'Emilia Romagna (per 5,9 miliardi, pari al 9,5% degli attivi).

Tra la metà del 2011 e la metà del 2013 Ubi Banca, Popolare di Sondrio e Bper hanno più che raddoppiato il valore dei titoli di Stato in portafoglio.

Con una mano le grandi banche italiane riducono gli impieghi al sistema produttivo e alle famiglie (44 miliardi di euro in meno rispetto al 31 dicembre 2012, pari ad un calo di poco superiore al 3%) e con l'altra, grazie ai finanziamenti della Banca centrale europea, ottenuti a condizioni molto favorevoli, sostengono il bilancio dello Stato acquistando a piene mani titoli del debito pubblico.