Dopo tre processi imperniati sulle dichiarazioni di Vincenzo Scarantino, il falso pentito indotto a confessare dalla polizia, che per circa venti anni ha inquinato la verità sulla strage in cui perirono Paolo Borsellino e la sua scorta, la procura di Caltanissetta guidata da Sergio Lari ha riaperto l'inchiesta grazie alle rivelazioni del collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, lo spietato killer di Cosa nostra che era stato al servizio del boss di Brancaccio Giuseppe Graviano. Ora si è in attesa del rinvio a giudizio e dell'inizio del nuovo processo, il quarto.
Scrivere un commento su questo sciagurato affaire è surreale. Un commento presuppone un processo logico che è impossibile impostare. Valga lo squarcio terribile aperto dalle indagini della magistratura. Non è momento di congetture, è il crollo di un quarto di secolo di civiltà politica e di senso dello Stato, l’accanita distruzione di ogni idea di Italia che non sia delinquenziale e criminale. E non si vede come uscirne.Questo è l’impegno che richiederebbe più forza morale di quanta ormai ne racimoliamo.