"L’avviso ai naviganti" di Silvio Berlusconi pronunciato mercoledì 22 marzo 2008 a Napoli, pubblicato in versione integrale dall’Ansa e smentito da Berlusconi medesimo il 23 marzo da Pechino

"Il ministro Gelmini mi ha chiesto di intervenire con questa conferenza stampa perché sulla scuola si sono formulate troppe cose che rappresentano un divorzio dalla realtà. E quindi anche le proteste che si sono inscenate dalla sinistra contro il decreto Gelmini sono, secondo me, soltanto il tentativo della sinistra di organizzare una opposizione di piazza contro il nostro Governo su un terreno circoscritto, la scuola.  Questa strategia le è stata imposta dal fatto che come Governo siamo risultati inattaccabili.
Nel tentativo di rendere credibile il proprio attacco, la sinistra, a cominciare dai suoi leader che imperversano e sgambettano su tutte le televisioni italiane, non ha esitato a fare uso di messaggi che sono assolutamente falsi. Come risultato, nei contenitori televisivi di sinistra e sui media, alcuni di questi messaggi a furia di essere continuamente ripetuti sono passati come verosimili su una certa parte dell’opinione pubblica, creando allarmismi assolutamente inutili presso milioni di famiglie.

Credo che questo sia un ritorno al peggio del peggio della vecchia politica. Ma noi andiamo avanti.
Anche oggi il leader dell’opposizione ha invitato il Governo ha ritirare il decreto Gelmini. Noi invece siamo assolutamente convinti: andiamo avanti in una direzione lungamente meditata; siamo decisissimi ad andare avanti. Sono state messe in campo delle manifestazioni in cui si dice un’ulteriore menzogna sui numeri dei partecipanti, che sono ridottissimi.

Voglio dare un avviso ai naviganti, molto semplice: non permetteremo che vengano occupate scuole e università perché l’occupazione di posti pubblici non è  una applicazione di libertà, non è un fatto di democrazia: è una violenza nei confronti dei docenti, nei confronti degli altri studenti, nei confronti delle famiglie, nei confronti delle istituzioni, nei confronti dello Stato. Convocherò oggi il ministro dell’Interno e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell’ordine per evitare che questo possa succedere.
La realtà che conosciamo di queste ore e di questi giorni è la realtà di aule universitarie piene di ragazzi che intendono studiare e di manifestanti organizzati dall’estrema sinistra e, come a Milano, anche dai centri sociali, e di una sinistra che ha trovato nella scuola un modo per far passare menzogne e portare l’opposizione nelle strade e nelle piazze contro il nostro Governo. 
E’ una possibilità della democrazia, ne abbiamo usufruito anche noi. Ma noi manifestammo contro il regime fiscale del governo Prodi. Questa é una manifestazione tout court, contro il Governo, che non propone niente.

I leader della sinistra, avendo capito l’aria che tira, dicono: "ma noi no, faremo delle proposte in piazza". Ebbene, é l’opinione del presidente del Consiglio, non ci pare che la piazza possa essere il posto migliore per fare proposte. Crediamo ci sia un parlamento, e proposte in parlamento dalla sinistra non sono venute. Noi andiamo avanti, forti del consenso degli italiani".

Seguono le domande dei giornalisti sull’uso delle forze di polizia, a cui Berlusconi risponde:

"Il diritto allo studio deve essere garantito dallo Stato nei confronti degli studenti che vogliono fare il loro mestiere di studenti. E’ un annuncio molto preciso. Sono assolutamente convinto che lo Stato deve garantire i diritti. Uno Stato che non garantisce i diritti dei cittadini non è più legittimato ad essere Stato. Noi faremo lo Stato. Chi compie un reato, lo sappia.
Sono in piazza perché male informati. Ho visto 30 cartelli, non uno che chiedesse qualcosa che non è già consentito. La base è la cattiva informazione e ricordo che in una precedente conferenza stampa qui con Gelmini i giornali italiani non hanno dato notizia.

Vi prego di portate i nostri saluti ai vostri direttori e dite loro che saremo molto preoccupati e indignati se la conferenza stampa di oggi non avesse seguito e non dessero informazione ai lettori di questi giornali.
I giornali italiani hanno assolutamente trascurato di raccontare la realtà sulla riforma della scuola.

La tv pubblica italiana diffonde ansia, diffonde solo situazioni di protesta, credo che siamo giustamente preoccupati del divorzio di molti mezzi di comunicazione dalla realtà. E’ un punto su cui la sinistra immagina di poter alzare la voce.

Quando il Governo di allora introdusse gli insegnanti plurimi, i giornali della sinistra condussero una campagna fortissima, ci furono manifestazioni in piazza. Andate a guardare i giornali di allora, "la Repubblica" in primis, e vedrete che non si riguarda mai all’interesse degli studenti. La scuola è strumentale agli interessi politici della sinistra per farne un motivo di opposizione. Ho parlato di opportunismo politico nelle posizioni della sinistra.

Avete quattro anni e mezzo per fare il callo su queste cose. Io non retrocederò di un centimetro, chiaro. Signori, grazie e buon lavoro".

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