E' vera ripresa quella sbandierata dagli untori dell'ottimismo? Mettiamo da parte le chiacchiere e la propaganda e guardiamo i dati. Concentriamoci in particolare sull'andamento del margine operativo netto (Mon) dei maggiori gruppi industriali italiani quotati in borsa: A2A, Atlantia, Autogrill, Bulgari, Buzzi Unicem, Cir, Campari, Enele, Eni, Fiat, Finmeccanica, Geox, Impregilo, Italcementi, Lottomatica, Luxottica, Mediaset, Parmalat, Pirelli, Prysmian, ST, Telecom, Tenaris e Terna. Il margine operativo netto, che gli analisti finanziari chiamano Ebit (Earnings before interest and taxes, cioè utile prima degli oneri finanziari e delle imposte ), indica il grado di profittabilità di un'azienda.
Ora, poniamo uguale a 100 il margine operativo netto dell'aggregato: scopriamo che alla fine del 2008 ha raggiunto il livello più alto dalla fine del 2004, quota 252,4. Poi è esplosa la recessione e al termine del primo semestre 2009 il Mon è precipitato a 116,6 (-54%), ritornado ai livelli di quattro anni prima. Quindi è ritornato a crescre. Al 31 dicembre 2009 è rimbalzato di quasi il 24%, toccando quota 144,1; al 30 giugno 2010 è salito di un altro 16%, a quota 167,7, e al 30 settembre dello stesso anno (ultimo dato disponibile) è aumentato di un altro 14,5%, superando di poco quota 192. Per il dato di fine 2010 bisognerà attendere l'approvazione dei bilanci. Siamo comunque ancora distanti dai valori massimi registrati nel 2007 e nel 2008. Per raggiungere di nuovo quei livelli occorrerà all'incirca un altro anno e mezzo.  Sempre che l'andamento della congiuntura non subisca nuovi scossoni.
C'è però una novità: a differenza che nel passato, la ripresa dei margini è accompagnata da un calo dei livelli occupazionali.