A quasi cinque anni dall’insolvenza del dicembre 2003, il Tribunale di Parma dà il via ai primi dibattimenti. Decine di migliaia di risparmiatori attendono di conoscere le cause di uno dei più grandi fallimenti della storia. Il processo principale, alle battute iniziali, vede imputate 24 persone per bancarotta fraudolenta e altri reati.

Apre la lista Calisto Tanzi (nella foto) seguito da Massimo Armanini, Enrico Barachini, Claudio Baratta, Domenico Barili, Romano Bernardoni, Ugo Bianchi, Giovanni Bonici, Fabio Branchi, Rosario Calogero, Paolo Compiani, Sergio Erede, Camillo Florini, Davide Fratta, Guido Gerboni, Mario Mutti, Giuliano Panizzi, Lorenzo Penca, Paolo Sciumè, Luciano Silingardi, Giovanni Tanzi, Fausto Tonna, Renato Trauzzi.

All’origine gli imputati erano più di 60. Ma il loro numero s’è più che dimezzato in seguito ai patteggiamenti e ai riti abbreviati.

Il presidente del collegio giudicante del Tribunale di Parma, Eleonora Fiengo, ha inoltre deciso di riunire al processo principale anche quello contro Michele Ributti, l’ex avvocato penalista di Calisto Tanzi, contro il quale la Procura aveva chiesto, in un primo tempo, di poter procedere in modo separato.

Lo stesso giudice ha invece respinto la richiesta, caldeggiata pervicacemente e a più riprese dalla difesa di Tanzi, di far confluire nel processo principale tutti i procedimenti scaturiti dall’inchiesta. Contro questa richiesta aveva sempre fatto muro la Procura di Parma. Il giudice Fiengo ha ritenuto che un maxiprocesso  avrebbe finito per allungare i tempi processuali, con il rischio molto serio della prescrizione dei reati.

Il secondo filone processuale, anch’esso in fase dibattimentale, è quello sul Turismo: vicenda fortemente intrecciata con la Parmalat, che ha determinato il dissesto delle ex imprese turistiche della famiglia Tanzi inizialmente riunite intorno alla Hit e successivamente confluite in Parmatour, ai primi del 2003.

Qui gli imputati sono 32 (e alcuni di essi ricorrono nel processo principale): Alessandrino, Amendola, Baratta, Bernardoni, Biscaglia, Bianchi, Brucato, Nicola Catelli, Cavaterra, Faraone, Gianpiero Fiorani, Ernesto e Giuseppe Fioravanti, Camillo Florini, Galaverni, Gialdi, Iervolino, Kretly, Luciani, Miele, Natali, Papponi, Lorenzo Penca, Pisarri, Giuseppe e Maria Angela Ronoco, Sciumé, Scotti, Fausto Tonna, Vacchi, Verona, e naturalmente Calisto Tanzi.

E’ giunto alla fase dibattimentale anche il procedimento sulla Ciappazzi, la cui prossima udienza è fissata per il 16 ottobre 2008. La vendita della Ciappazzi alla Parmalat, che Tanzi sarebbe stato obbligato ad acquistare dal gruppo Ciarrapico in cambio di un finanziamento di quasi 50 milioni di euro di cui la Hit aveva vitale bisogno, ha portato all’incriminazione dell’ex presidente di Capitalia Cesare Geronzi, oggi "numero uno" del consiglio di sorveglianza di Mediobanca. Geronzi è accusato di usura e concorso in bancarotta fraudolenta. E con lui sono imputati l’ex amministratore delegato del gruppo capitolino, Fabio Arpe, e altri manager: Eugenio Favale, Alberto Giordano, Luigi Giove, Roberto Monza, Antonio Muto e Riccado Tristano. Otto persone in tutto.

Presto comincerà, inoltre, il dibattimento sulla Eurolat, la società per il latte fresco della Cirio, la cui vendita a Parmalat, nel 1999, sarebbe stata anche in questo caso imposta e pilotata da Capitalia, e in modo particolare da Geronzi. L’ex presidente del gruppo bancario che è stato fuso con UniCredit comparità dunque come imputato anche in questo processo. A conclusione dell’udienza preliminare, il Gup Roberto Spanò ha contestato a Geronzi il solo reato di estorsione, scagionandolo dal concorso in bancarotta. Ma la Procura di Parma ha contestato la decisione del giudice, ricorrendo in Cassazione. La Suprema Corte non s’è ancora pronunciata.

E sempre allo stadio di dibattimento ritroviamo altri due procedimenti minori: quello che ruota intorno all’Emilia Romagna Factor e un altro contro Tanzi-Trauzzi.