La recessione è finita? E come sarà il 2010? Come si concilia la crescita della disoccupazione con l'aspettativa di una ripresa dei consumi? Ecco il diario dei principali eventi di questi mesi. Giudicate voi. Con un'avvertenza: l'Italia tra le principali economie del mondo è l'unica ad aver chiuso il 2008 con un Pil negativo, -1,3 per cento. Se cumuliamo questo dato con il Pil del 2009 (-5%) otteniamo un decremento biennale del 6,3%, il peggior risultato in assoluto tra i paesi maggiormente sviluppati.

La Confindustria mostra cautela sulle previsioni di crescita e, pur dichiarando ufficialmente avviata la ripresa nel 2010, lancia l'allarme sull'aumento della disoccupazione, sul forte deterioramento del rapporto debito/pil e sulla stretta creditizia.

17 dicembre 2009 – Il Pil italiano chiuderà il 2009 con un calo del 4,7% per tornare a salire dell'1,1% nel 2010. Le nuove stime del Centro Studi Confindustria sono un po' meglio delle precedenti. "La ripresa è avviata e non deraglierà, ma non sarà rapida abbastanza da sciogliere i nodi economici e sociali ingarbugliati dalla più violenta recessione da ottantanni in qua". Il deficit quest'anno è atteso al 5,4% del Pil, il debito pubblico al 114,9%  mentre per il 2010 è stimato intorno al 117,2 per cento. Sono 470mila i posti di lavoro perduti tra il 2008 e il 2009 a causa della crisi e altri 195mila sono a rischio tra il 2010 e il 2011 pari a un tasso di disoccupazione rispettivamente dell'8,7% e del 9 pr cento. Le difficoltà nell'erogazione del credito rappresentano l'ostacolo più insidioso per la ripresa. L'irrigidimento dei criteri di erogazione si riflette negli spread applicati ai finanziamenti, che restano molto alti e difficilmente scenderanno ai livelli antecedenti la crisi.

L'Istat comunica i dati sull'impennata del rapporto deficit/pil nel 2009 e quelli sul saldo primario (differenza tra entrate e uscite al netto degli interessi sul debito). 

8 gennaio 2010 – Nel terzo trimestre 2009 il rapporto deficit/pil è stato del 3,3% rispetto all'1,3% dello stesso periodo dell'anno precedente, mentre nei nove mesi è balzato al 5,2% contro il 2,8% del 2008. Lo comunica l'Istat, precisando che i dati sono grezzi e scontano gli effetti delle manovre economiche del Governo. Il saldo primario in rapporto al Pil nel terzo trimestre 2009 è stato positivo (+0,6% contro +3,9% nel terzo trimestre 2008), mentre nei nove mesi è stato negativo (-0,8% contro +2,3% nello stesso periodo del 2008).

Berlusconi spegne gli entusiami sulla possibilià di un calo delle tasse.

13 gennaio – "L'attuale situazione di crisi impedisce di pensare a una riduzione delle imposte, è assolutamente fuori discussione". Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha anche precisato che il Governo punterà alla "semplificazione di tutto il sistema tributario, per la quale – ha aggiunto – spero sia sufficiente un anno".

Anche per la Germania, la caduta del Pil nel 2009 è la peggiore dal dopogerra. In calo esportazioni e importazioni.

13 gennaio – In Germania, secondo l'ufficio federale di statistica, il Pil ha registrato un calo del 5% nel 2009 dopo l'aumento dell'1,3% nel 2008. I consumi privati sono aumentati dello 0,4%, come nell'anno precedente. La caduta del Pil nel 2009, la peggiore dal dopoguerra, è stata provocata dalla contrazione delle esportazioni e degli investimenti. Le esportazioni sono infatti diminuite del 14,7% nel 2009 (contro il +2,9% del 2008) e le importazioni dell'8,9% (+4,3% nel 2008). I consumi pubblici sono saliti del 2,7% annuo (+2,1% nel 2008), mentre gli investimenti fissi sono crollati del 20% (+3,3% nel 2008). Il deficit pubblico ha raggiunto il 3,2% del Pil, dopo la situazione di sostanziale equilibrio del 2008.

Per Draghi, governatore di Bankitalia, la ripresa è debole: l'Italia non dovrebbe crescere nel 2010 più dello 0,7 per cento.

15 gennaio – Banca d'Italia stima una crescita del Pil nazionale dello 0,7% per il 2010, che dovrebbe arrivare all'1% nel 2011.  La stima "è il valore centrale di un ventaglio ampio di possibilita''. La prospettiva dei prossimi due anni – si legge nel bollettino economico trimestrale di Via Nazionale – è di una ripresa debole, anche se sulle previsioni "permangono significativi margini di incertezza, connessi in particolare, da un lato, a una domanda mondiale che potrebbe risultare più favorevole di quanto ipotizzato e, dall'altro, al rischio che le condizioni del mercato del lavoro si mantengano deboli per un tempo maggiore".

Germania e Francia, invece, rivedono al rialzo le proprie stime.

18 gennaio – Il governo tedesco ha rivisto al rialzo le stime di crescita per il 2010, all'1,5% rispetto al precedente 1,2 per cento. "Abbiamo inserito la previsione dell'1,5% nel nostro rapporto annuale sull'economia", ha dichiarato un portavoce del ministero dell'Economia. Nel 2009 la Germania ha accusato una contrazione del 5% del Pil, la peggiore recessione dalla seconda guerra mondiale. Anche la Francia, ha annunciato il ministro dell'Economia, Christine Lagarde, ha alzato le proprie previsioni di crescita per il 2010 all'1,4% contro lo 0,75% indicato in precedenza.

Più ottimista di Draghi è il ministro Tremonti. Che assicura: l'Italia crescerà dell'1%.

19 gennaio – La stima di crescita del Pil italiano nel 2010 è "intorno all'1%" , ha dichiarato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, alla conferenza stampa conclusiva dell'Ecofin. Nella Relazione previsionale e programmatica è indicata una previsione di incremento dello 0,7 per cento.
 
Intanto la Cina mette a segno a fine 2009 un aumento del Pil dell'8,7% e intravede miglioramenti per il 2010.

21 gennaio – In Cina il Pil ha mostrato un progresso del 10,7% nel quarto trimestre del 2009 con una crescita per l'intero 2009 dell'8,7% contro il 9,6% del 2008. L'obiettivo ufficiale di crescita per l'intero anno era dell'8% mentre il mercato si attendeva +9,5 per cento. Lo ha annunciato l'ufficio nazionale di statistica di Pechino. "Il 2009 è stato l'anno più difficile del nuovo secolo per lo sviluppo economico cinese". Tuttavia nel 2010 "l'ambiente sarà migliore".

Il dato medio del Pil a livello di Unione europea appare in forte calo nel 2009.

12 febbaraio – Nell'Eurozona e nella Ue, secondo Eurostat, la crescita del Pil nel quarto trimestre 2009 rallenta a +0,1% rispetto al terzo trimestre. Le attese erano di + 0,4 per cento. Nel 2009 il Pil è calato nell'Eurozona del 4% e nella Ue del 4,1 per cento.

L'Istat comunica il dato italiano: – 4,9 per cento.

12 febbraio – Il Pil italiano è diminuito del 4,9% nel 2009 secondo l'indice corretto per i giorni lavorativi, calcolato dall'Istat. Il Governo aveva stimato un calo del 4,8 per cento. La crescita acquisita per il 2010 è pari a zero.

Draghi torna a parlare della crisi e avverte: l'Italia ne sta uscendo, ma è il fanalino di coda dell'Europa.

13 febbraio – L'Italia sta uscendo dalla crisi economia mondiale, ma "con un tasso di crescita basso, ai minimi europei". Mario Draghi, Governatore di Bankitalia, parlando al Forex ha aggiunto che "una crescita sostenuta è base di benessere ed è presupposto della stabilità finanziaria per un paese ad alto debito pubblico come l'Italia". Le nuove regole di Basilea3, dice il Governatore, richiederanno alle banche "adeguamenti non trascurabili". Il sistema bancario italiano, che parte da una situazione migliore rispetto a quella di altri paesi, deve impiegare "prioritariamente nel rafforzamento patrimoniale" gli utili conseguiti.

Si aggrava con la crisi lo stato della finanza pubblica.

18 febbraio – Il rapporto deficit/Pil, dopo aver chiuso il 2009 al 5,3%, scenderà quest'anno al 5,1% e nel 2011 al 4,6 per cento. Sono le nuove stime diffuse dall'Isae. Il rapporto debito/pil, invece, dopo aver chiuso il 2009 al 114,8%, continuerà a salire, secondo le previsioni, al 117,2% nel 2010 e al 118,2% nel 2011.

Il Fondo monetario intravede ulteriori rischi di contagio della crisi su scala internazionale nel momento in cui i singoli paesi porranno fine alle misure straordinarie adottate per fronteggiarla.

23 febbraio – I tempi dell'uscita dalle misure straordinarie – di ordine fiscale, macroeconomico e finanziario – decise per contrastare la crisi globale "saranno diversi" da paese a paese e questo potrebbe "porre rischi di contagio e problemi per la gestione macroeconomica" a livello globale. Il Fondo monetario internazionale in un rapporto sulla strategia di uscita dalla crisi osserva che i tempi e il passo della ripresa "saranno diversi" nei vari Paesi. "Sarà necessaria una risposta differenziata nel ritiro degli stimoli, che dovrà "essere coordinata a livello internazionale" per evitare "effetti destabilizzanti" ad esempio a livello di movimento dei flussi internazionali di capitale.

La Confindustria mantiene la sua linea di prudenza sul 2010.

24 febbraio – "Il calo del Pil italiano nel quarto trimestre 2009 (-0,2% sul terzo) annulla l'abbrivio trasmesso al 2010 e ne abbassa l'intero profilo. Un rimbalzo è probabile nel primo semestre, ma superare quest'anno l'1% di crescita appare ora più difficile". La previsione è del Centro Studi Confindustria.

Anche per Bruxelles il Pil italiano nel 2010 crescerà dello 0,7% a un ritmo inferiore a quello di Francia e Germania.

25 febbraio – La Commissione europea ha confermato la stima di crescita del Pil in Italia per quest'anno a quota 0,7% e ha ribassato quella sull'inflazione all'1,7%, dall'1,8% previsto in novembre. Il ritmo di crescita del paese sarà più lento di quello di Francia e Germania (entrambi +1,2%), ma leggermente superiore rispetto a quello della Gran Bretagna (+0,6%). La stessa Commissione ha confermato per l'Eurozona e la Ue una previsione di crescita del Pil dello 0,7 per cento. L'inflazione dovrebbe attestarsi a 1,1% nell'Eurozona e a 1,4% nella Ue (mentre in autunno la stima era dell'1,3%). Secondo il commissario agli Affari economici Olli Rehn "la ripresa si sta materializzando, ma è tuttora fragile".

Negli Usa, invece, l'ultimo trimestre del 2009 si chiude con un consistente rialzo del Pil.

26 febbaio – Il prodotto interno lordo degli Stati Uniti d'America è cresciuto del 5,9% nell'ultimo trimestre del 2009 anziché del 5,7% come era stato annunciato trenta giorni fa. La prima revisione annunciata oggi dal dipartimento del Commercio Usa è in linea con le attese degli analisti. Si tratta della migliore performance dal terzo trimestre del 2003.

I fallimenti colpiscono il sistema delle imprese in Italia.

1 marzo – Sono oltre 9mila i fallimenti registrati nel 2009, con un incremento del 23% sul 2008. Per l'Osservatorio trimestrale sulla crisi d'impresa della Cerved, nel quarto trimestre sono state avviate circa 2.900 procedure (+15%).  A livello territoriale la maglia nera va al Nord, con un incremento dei fallimenti del 33% nel Nord Ovest e del 26% nel Nord Est, contro +16% nel resto del paese. In forte crescita nel 2009 anche il ricorso al concordato preventivo (+62% rispetto al 2008).

L'Istat aggiorna i dati sul Pil: -5% nel 2009.

1 marzo – Il Prodotto interno lordo italiano, secondo l'Istat, è sceso nel 2009 del 5% a prezzi costanti. Il rapporto deficit/pil è stato del 5,3 per cento. Il saldo primario ha raggiunt il -0,6% del Pil, il peggior dato dal 1991. 

Sospesi 8miliardi di euro di mutui per consentire una boccata d'ossigeno al sistema delle imprese.

2 marzo – Sono state circa 136mila in gennaio le domande di sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese (+16% rispetto a fine 2009). Il Tesoro nel darne comunicazione osserva che "dopo la forte accelerazione dei primi mesi" si va "verso una stabilizzazione". Considerando i trenta giorni d'istruttoria, sono state accolte quasi 100mila domande per 8 miliardi di mutui sospesi.