Corsi e ricorsi della storia. Di Stefano Ricucci e Danilo Coppola sembrava si fosse persa ogni traccia. Dopo essersi "distinti" entrambi nelle scalate bancarie del 2005 e dopo essere finiti in carcere con l’accusa di gravi reati, i due sono improvvisamente riemersi in questi giorni.

Ricucci è al centro di un’offerta da 540 milioni di euro lanciata dal gruppo ginevrino Mediterranean Consuling Company per rilevare il patrimonio delle sue società. E a chi gli chiede se, messo a segno il "colpaccio", intende tasferirsi a Londra, risponde serafico di non avere alcuna intenzione di lasciare il Belpaese. «E perchè dovrei? Ho due case a Roma e a Milano. Qui ho mio figlio e la nuova fidanzata. Londra è solo il posto dove mi piacerebbe lavorare. Mi occupo di finanza, quindi la piazza londinese
per me sarebbe il massimo».  Oltre tutto, il noto immobiliarista di Zagarolo rimasto incastrato nella fallita scalata al "Corriere della sera" è fiducioso che il Tribunale di Roma gli revochi il fallimento della Magiste International, la holding  da cui controllava l’intero gruppo.

Buone notizie anche per Coppola. Prudential of America e Ubs hanno lanciato tramite dei fondi un’offerta sulla Tikal, la honding dell’immobiliarista romano tuttora agli arresti domiciliari. L’operazione dovrebbe valere 1 miliardo di euro. Secondo i legali di Coppola, tra cui spicca l’avvocato Gaetano Pecorella, la trattativa è in una fase avanzata e di essa sono stati informati tanto il Tribunale quanto la Procura di Roma.

E’ proprio vero che, in Italia, il clima è cambiato.