Le dichiarazioni di un altro funzionario dell'Isvap, Ignazio Bertuglia, il quale riferisce al pm in che modo è stato esautorato nelle sue funzioni ispettive su Fonsai da Giancarlo Giannini e da Flavia Mazzarella nell'ordine presidente e vicedirettrice generale dell'Authority del settore assicurativo (l'odierna Ivass).

Seconod Bertuglia, le "richieste ispettive avrebbero dovuto partire immediatamente a dicembre 2010 quando i temi investigativi erano emersi con nettezza…In seguito non ebbi neppure il ruolo direttivo del procedimento ispettivo perché il vicedirettore generale dottoressa Mazzarella avocò a sé le redini dell'ispezione". Aggiunge il funzionario: "I vertici dell'Isvap, mi riferisco al presidente Giannini e alla dottoressa Mazzarella, non colsero la gravità e l'urgenza che imponevano di far partire immediatamente le richieste ispettive. Con una scelta che non ha precedenti e neppure trova una giustificazione normativa mi dissero di prendere tempo. Passarono quindi tre mesi e soltanto nel marzo 2011 mi fu data via libera e quindi il funzionario ispettore Marrone poté avviare le richieste ispettive".

Il pm, nel commentare la deposizione di Bertuglia, fa riferimento a un "esplicito, reiterato e ancora attuale trattamento di favore che il presidente dell'Isvap Giancarlo Giannini sembra abbia riservato e stia ancora riservando alla Fondiaria Sai della famiglia Ligresti", trattamento che secondo Orsi "costituisce un elemento di riscontro alla circostanza – segnalata dal teste Gismondi – secondo la quale Giannini percepirebbe denaro dai Ligresti.

Giannini era effettivamente a conoscenza delle gravi anomalie di gestione della Fondiaria Sai? Davvero suggerì alla società vigilata le modalità con le quali vanificare gli accertamenti? Davvero invitò i vertici di Fonsai ad "inondare" l'Isvap di carte inutili? LEGGI QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DELL'INTERROGATORIO E LE CONSIDERAZIONI FINALI DEL PM

 

Il 24 aprile 2012 è stato convocato Ignazio Bertuglia, già capo dell'Ufficio Ispettorato dell'Isvap. La sua narrativa conferma e specifica quanto già acquisito da Gismondi e Cucinotta. Egli ha dichiarato:

Domanda: Qual è il suo incarico all'interno dell'Isvap?

Risposta: Sono entrato in Isvap nel 2004 e sono tutt'ora in forza ali 'Istituto. Il rapporto di lavoro è regolato da un contratto a tempo determinato. Fin dall'inizio ho guidato il Servizio Ispettorato. Nel dicembre scorso i vertici dell'Istituto hanno riformato la struttura nel senso che mentre prima il servizio ispettorato era chiamato a svolgere tutte le ispezioni, sia nei confronti delle società vigilate che degli intermediari e quindi nei confronti di tutti i soggetti vigilati tra i quali anche periti, società di outsourcing, oggi il sevizio ispettorato ha una competenza più limitata. In particolare questo servizio può ispezionare i soli intermediari e si occupa delle società assicurative nei soli limiti dell'antiriciclaggio e dell'antifrode e della liquidazione sinistri. Le ispezioni nei confronti delle società vigilate sono oggi nuovamente di competenza della Vigilanza Cartolare, così com'era fino al 2002. Io attualmente rivesto l'incarico di guidare questo più limitato servizio ispettorato "ad interim”. Il mio incarico ufficiale è quello di Responsabile della funzione direzione coordinamento operativo.

Domanda: Il Nucleo di Polizia Valutaria ha qui trasmesso la segnalazione Isvap del 21 marzo 2012 in esito all'ispezione su Fonsai. Quali specifici accertamenti l'Isvap ha condotto ed in quali circostanze?

Risposta: L'ispezione a Fonsai è iniziata nell'agosto del 2010 con una richiesta di documenti alla società vigilata. Nella circostanza l'Istituto ha utilizzato il c.d. "modulo grandi imprese”, un protocollo che prevede non già l'accesso diretto degli ispettori ma una preliminare richiesta di informazioni documentali. La lettera con la richiesta preliminare è stata sollecitata dai vertici dell'Istituto ed è stata vergata dal dottor Arpano che in quel momento mi sostituiva dal momento che ero in ferie. Più precisamente Arpano ha redatto un appunto per il presidente su indicazione della dottoressa Mazzarella, vicedirettore generale. Va chiarito che l'ispezione su Fonsai era già programmata prima di agosto. La specifica tempistica, come ho detto, è stata decisa dai vertici dell'Istituto. L'avvio dell'ispezione ebbe ad oggetto il tema della governance di Fonsai. Già da agosto 2010 si sapeva però che gli accertamenti ispettivi avrebbero toccato in seguito il tema della RC Auto. Io non ero in ufficio quando l'ispezione fu avviata, ero in ferie come ho detto. In seguito non ebbi neppure il ruolo direttivo del procedimento ispettivo perché il vicedirettore generale dottoressa Mazzarella avocò a sé le redini dell'ispezione.

Mi si chiede se questo appartiene alla norma o trovi ragione in una qualche prassi e rispondo che si tratta di un caso unico, senza riscontri nel passato. La dottoressa Mazzarella scelse personalmente alcuni degli ispettori. Tra questi furono designati alcuni funzionari delle Vigilanze Cartolari, scelta che qualche volta era già stata fatta. Nella struttura ispettiva fu inserito anche un funzionario del coordinamento giuridico. In questa prima fase dell'ispezione e sino a dicembre 2010 la dottoressa Mazzarella operò in termini di stretto controllo.

Venivano tenute riunioni operative tendenzialmente settimanali. Io come capo del servizio ispettivo ed il dottor Cucinotta come capo della vigilanza cartolare partecipavamo al procedimento. Dopo il dicembre 2010, quando iniziò quella parte dell'ispezione non più centrata sulla governance ma devoluta al tema delle riserve RC Auto, il ruolo della dottoressa Mazzarella si mostrò meno pervasivo e si ritornò a quella che definirei la realtà operativa. A quell'epoca gli accertamenti sulla governance iniziati ad agosto ci portarono ad avere idee abbastanza chiare. In particolare già a dicembre 2010 erano emerse una serie di operazioni con parti correlate le quali si segnalavano per sospetta anomalia.

Si devono distinguere intanto due categorie di operazioni: quelle immobiliari e quelle non immobiliari. Per quanto riguarda le prime gli accertamenti furono condotti sulle operazioni di importo superiore ai 20 milioni di euro. La scelta selettiva era quindi piuttosto semplice e direi meccanica, senza margini di particolare discrezionalità. Per quanto riguarda, invece, le operazioni non immobiliari, gli accertamenti non si presentavano altrettanto schematici. Innanzitutto il criterio di identificazione di operazioni non immobiliari rilevanti poteva essere tecnicamente controverso e quindi potevano venire in considerazione per il fatto che non fossero passate dal CdA o per la natura del contratto o per l'identità dei soggetti contraenti. Si trattava quindi di individuare quelle operazioni che per il merito o la modalità meritavano di essere approfondite.

Inizialmente il servizio ispettorato individuò una decina di operazioni sospette, ma non era possibile od opportuno che le si approfondissero tutte. Fu allora percorsa la strada di approfondire due operazioni non immobiliari sospette: quelle che rientrano nel novero delle consulenze fornite da Salvatore Ligresti a Fonsai; quelle che riguardano erogazioni in favore della società LAITÀ, la sponsorizzazione di un cavallo da corsa.

Mi si chiede chi abbia deciso di far convergere gli accertamenti su queste sole operazioni non immobiliari e rispondo che la decisione è stata presa dal presidente Giannini e dalla dottoressa Mazzarella.

Voglio adesso precisare che queste due operazioni non avrebbero potuto emergere dai controlli cartolari per il fatto che Isvap non dispone normalmente dei verbali di CdA. Ma se anche ne avesse disposto, queste operazioni non risultano tempestivamente e compiutamente illustrate. Quanto a queste operazioni non immobiliari, l'ispettore Marrone mi riferì che almeno uno dei contratti era nell'esclusiva disponibilità dell'amministratore delegato Marchionni. Queste due operazioni non immobiliari presentavano evidenti e gravissime implicazioni sulla anomalia della governance societaria. Non ci vuol molto a spiegarlo, si trattava di erogazioni non adeguatamente deliberate a favore di componenti della famiglia Ligresti. In queste circostanze gli ispettori hanno il potere di svolgere richieste ispettive alla società vigilata. Si tratta di un potere direttamente attribuito all'ufficio ispettivo e non condizionato dai vertici dell'istituto.

Secondo la mia visione, quelle richieste ispettive avrebbero dovuto partire immediatamente a dicembre 2010 quando i temi investigativi erano emersi con nettezza. Le richieste avrebbero dovuto essere rapide ed incisive, ad evitare che il soggetto vigilato potesse inquinare gli elementi di prova. I vertici dell'Isvap, mi riferisco al presidente Giannini e alla dottoressa Mazzarella, non colsero la gravità e l'urgenza che imponevano di far partire immediatamente le richieste ispettive. Con una scelta che non ha precedenti e neppure trova una giustificazione normativa mi dissero di prendere tempo. Passarono quindi tre mesi e soltanto nel marzo 2011 mi fu data via libera e quindi il funzionario ispettore Marrone poté avviare le richieste ispettive.

Poiché me lo si chiede, voglio precisare una volta di più che la decisione sull'avvio di  queste richieste spetta all'ispettore non ai vertici dell'Istituto. Voglio altresì precisare che tra dicembre 2010 e marzo 2011 ho più volte sollecitato la dottoressa Mazzarella, mio superiore gerarchico diretto, all'invio delle richieste ispettive. Mi si chiede quali fossero le ragioni esposte dai miei superiori per prendere tempo. Non posso dire che mi abbiano rappresentato delle giustificazioni o degli argomenti particolarmente elaborati. Ricordo che, riferendosi al fatto che Salvatore Ligresti aveva percepito svariati milioni di euro per queste consulenze di cui parliamo, Giannini minimizzava osservando qualcosa come "ha preso i soldi, e allora? si tratta forse di un reato?".

Giannini dubitava che questa situazione fosse qualificabile come reato, forse sarebbe bastato pretendere la restituzione. Il presidente diceva che prima di avviare le richieste ispettive occorreva pensarci bene. Anche a Giannini ho avuto modo di osservare quello che avevo detto alla dottoressa Mazzarella e cioè che il ritardo nell'invio delle richieste ispettive avrebbe potuto pregiudicare la genuina acquisizione dei dati richiesti. La società vigilata non avrebbe dovuto sapere che l'Ispettorato puntava ad approfondire le operazioni in parola. Il ritardo avrebbe potuto ingenerare sospetti nei vigilati e costituire il rischio di una alterazione documentale.

Ad aprile 2010 arrivò la risposta di Fonsai alle richieste ispettive. La documentazione prodotta dalla società si presentava tale da far ritenere a me e a Marrone che gli iniziali sospetti erano più che fondati. A questo punto mi rendo conto che l'ufficio ispettorato non ha più materia da investigare su queste operazioni e l'Isvap può e deve denunciare i fatti all'Autorità Giudiziaria. Ho spiegato al presidente Giannini e alla dottoressa Mazzarella le ragioni di questa mia posizione. L'Isvap non ha poteri di investigazione che vadano al di là della richiesta di documenti. Dopo che Fonsai ci ha trasmesso le carte, l'Ispettorato non può far altro che valutarle. Non sono possibili perquisizioni, sequestri o qualunque altra forma di acquisizione di prove.

I documenti acquisiti confermavano i sospetti iniziali e, secondo me imponevano di denunciare tutto alla Magistratura. Ma presidente Giannini si disse contrario a questa iniziativa e disse che avremmo dovuto aspettare che la vigilata Fonsai rispondesse alla nota dei rilievi che sarebbe poi partita a giugno 2011. In realtà l'Isvap segue normalmente la prassi di denunciare all'AG i fatti dopo che il vigilato ha avuto modo di rispondere alla nota dei rilievi. La logica di questa prassi si comprende facilmente: si vuole che la parte abbia svolto le sue ragioni difensive. Ma nel caso specifico Fonsai null'altro avrebbe potuto depositare o argomentare per ribaltare i sospetti che fondatamente nutrivamo. Insomma tutto era chiaro sulla anomalia dei compensi a Salvatore Ligresti e sull'operazione a LAITÀ. Bisognava piuttosto prontamente intervenire ad evitare manipolazione agli elementi di prova. In definitiva Giannini decise di attendere il deposito della nota dei rilievi. Quel documento reca la data del 9 giugno 2011. In quel documento si legge che i pagamenti a Ligresti e l'operazione LAITÀ sono fortemente opachi. Nel luglio successivo Fonsai risponde ai rilievi. Non mi aspettavo che la società vigilata fornisse elementi che modificassero i nostri sospetti. Infatti l'ispettore Marrone mi disse che i documenti prodotti dalla Fonsai non mutavano la situazione. Informai quindi la dottoressa Mazzarella di quanto Marrone mi aveva riferito. Passò l'estate e buona parte dell'autunno. Nel novembre 2011 si tenne una riunione tra Giannini, Mazzarella ed altri dirigenti e funzionari dell'Istituto. Fui presente. Il presidente Giannini decise inopinatamente di fare una ulteriore richiesta ispettiva a Fonsai sulle medesime operazioni di cui stiamo parlando. Si trattava di una vistosa anomalia procedimentale oltre che di un atto inutile dal punto di vista del merito investigativo. Da quest'ultimo punto di vista non si vedeva proprio cosa Fonsai dovesse aggiungere a quello che aveva già depositato. Ma dal punto di vista procedimentale la decisione di Giannini era veramente contro la prassi abituale.

Quando una ispezione è chiusa (e quella su Fonsai era chiusa con riferimento alla governance), l'ufficio ispettivo può e/o deve fare tre cose: a) trasmettere i risultati alla Vigilanza cartolare perché decida se approfondire i temi segnalati; b) formulare un atto di contestazione di illecito amministrativo nei confronti del vigilato, ciò che costituisce esercizio di un potere diretto dell'ufficio ispettorato; c) rivolgere una segnalazione al coordinamento giuridico dell'istituto laddove si ipotizzino illeciti penali. Ora, se l'ispezione è chiusa e quindi l'ispettorato ha i detti poteri-doveri, la scelta del presidente Giannini fa retrocedere il procedimento amministrativo ad una fase antecedente. Insomma è come se Giannini avesse rimesso in termini Fonsai concedendole una ulteriore occasione di difesa . Il documento con il quale l'Isvap rimette in termini Fonsai è la nota datata 2 novembre 2011, sulla sinistra in basso della quale lei troverà la mia sigla.

Domanda: Il presidente Giannini ha motivato questa anomala decisione?

Risposta: Come si legge nella nota 2 novembre 2011 il presidente Giannini ha motivato la riapertura del procedimento ispettivo con il fatto che Fonsai avrebbe eluso le richieste precedenti. Questa posizione Giannini condivideva con la dottoressa Mazzarella. A seguito della nota 2 novembre Fonsai ha risposto con una missiva del dicembre successivo che troverà allegata agli atti indirizzatile da ISVAP.

Domanda: Cosa Fonsai ha prodotto dopo la terza richiesta di Isvap?

Risposta: Quando arrivò la risposta da Fonsai io non ero già più a capo del servizio Ispettorato e la competenza di questo ufficio era passata in capo alla vigilanza Cartolare. Marrone, con il quale avevo comunque modo di colloquiare, mi ha riferito che la documentazione prodotta da Fonsai non aveva alcuna valenza difensiva. In particolare la vigilata aveva prodotto anche documenti che non avevano alcun collegamento con l'incarico di consulenza a Salvatore Ligresti. A marzo 2011 finalmente il coordinamento giuridico propone alla presidenza la bozza della segnalazione che poi le è stata consegnata. Ho presa visione di questo documento nella stesura definitiva. Devo precisare che sono stato chiamato dalla dottoressa Mazzarella a siglare questo documento, ma ritengo si sia trattato di una procedura anomala. Pur avendo partecipato alla riunione all'esito della quale è stata formalizzata la segnalazione 21 marzo 2012, ribadisco che esprime una sicura anomalia la richiesta della dottoressa Mazzarella di farmi siglare questo documento. L'Isvap ha ulteriormente formalizzato una seconda segnalazione all'Autorità Giudiziaria, specificatamente relativa alla riserva sinistri e con la quale si denuncia Fonsai per l'ostacolo alla vigilanza. In questo caso non ho più partecipato ad alcuna riunione, non sono stato coinvolto in alcuna attività e ho ricevuto copia di questo documento successivamente al suo inoltro alla Procura.

Domanda: Il verbale parziale degli accertamenti ispettivi in atti segnala fondamentalmente tre tipologie di operazioni anomale: i pagamenti a salvatore Ligresti, l'operazione Laità e  numerose operazioni immobiliari. La segnalazione 21 marzo 2012 evidenzia il carattere anomalo dei primi due temi. Con questa segnalazione non si evidenzia l'anomalia delle operazioni immobiliari che pure nel verbale ispettivo citato sono trattate con larghezza, da pagina 88 a pagina 133. Come mai?

Risposta: La redazione della segnalazione 21 marzo 2012 non è di competenza dell'Ufficio Ispettivo. Il verbale ispettivo individua tutti gli elementi acquisiti e spetta al Presidente Giannini portare questi dati a conoscenza dell'AG. Per quanto riguarda l'opera dell'ufficio ispettivo, questo ha sanzionato amministrativamente Fonsai con riferimento alle gravi carenze del sistema dei controlli interni che hanno quanto meno enfatizzato il rischio di “mala gestio”. Siffatta contestazione è un potere diretto dell'ufficio ispettivo, come ho spiegato prima.

Domanda: Rispetto alle suddette operazioni immobiliari qual è stata la dialettica tra Isvap e Fonsai?

Risposta: Gli accertamenti sono stati svolti in prima persona dall'ispettore Marrone che allora lavorava sotto di me ed oggi lavora in Vigilanza sotto il dottor Cucinotta. Al momento io non ho la possibilità di entrare nel dettaglio di ciascuna delle operazioni immobiliari. Posso dire però che alcune di esse erano oggetto di autorizzazione, altre di almeno di comunicazione. Aggiungo che dal 2009 le operazioni immobiliari di Fonsai sono oggetto di costante monitoraggio da parte di Vigilanza2, che attualmente fa capo a Roberti e prima a Cucinotta.

Domanda: Lei è a conoscenza della natura dei rapporti che eventualmente legano il presidente Giannini a Fonsai?

Risposta: È un fatto notorio nell'ambiente che Giannini sia legata da antica e personale amicizia a Marchionni. Questi veniva a trovare il presidente ma non so dire di cosa parlassero perché non sono mai stato presente ai loro incontri. Giannini ha anche un rapporto molto stretto con un tale avvocato Tuccillo di Napoli, un ex consigliere di amministrazione di INA Assitalia e quindi allora collega di Giannini che ne è stato Amministratore Delegato. Ho saputo che Tuccillo è un importante consulente legale di Fonsai. La ragione per la quale Tuccillo e Giannini si siano incontrati più volte non mi è nota e quindi non so dire se c'entri qualcosa la Fonsai. Più in generale posso dire che esiste una quantità di rumors su i rapporti tra Isvap e Fonsai. Addirittura qualche tempo fa qualcuno aveva stampato dei manifesti che capeggiavano sui muri di Roma e di Milano.

Domanda: Lei sa se anche la dottoressa Mazzarella ha un qualche rapporto qualificato con taluno di Fonsai?

Risposta: Se ci sono siffatti rapporti non ne sono a conoscenza. La dottoressa Mazzarella si è sempre trovata allineata alle posizioni del presidente come ho avuto modo di spiegare. Io in realtà ascrivo il suo atteggiamento variegatamente anomalo nella vicenda Fonsai per un verso al suo allineamento a Giannini e per altro verso ad una chiara e visibile avversione nei miei confronti. Già prima che partisse l'ispezione Fonsai – nell'ambito della quale mi ha platealmente delegittimato – la Mazzarella aveva manifestato questo suo atteggiamento disponendo un controllo (audit) sull'ufficio che dirigevo. Quel controllo fu probabilmente deciso dal presidente ma certo fu promosso dal vicedirettore generale. Iniziata l'ispezione su Fonsai, la Mazzarella ha svolto quel ruolo anomalo e non conforme alla prassi che ho avuto modo di descrivere.

Domanda: Quali ragioni ha esposte, se lo ha fatto, la Mazzarella nell'avocare l'ispezione su Fonsai?

Risposta: Mi ha detto che le ispezioni normalmente erano più lente e meno efficaci di quanto lei ritenesse. Questa sua opinione fu contraddetta dall'esito del controllo disposto su di me. Che poi la sua conduzione dell'ispezione su Fonsai fosse realmente ispirata ad efficienza e rapidità risulta contraddetto dalla lunga pausa che fu imposta tra dicembre 2010 e marzo 2011 agli ispettori. Visto che stiamo ritornando sul tema della avocazione, voglio precisare che di per sé l'atto amministrativo avocativo non è un 'anomalia perché il capo gerarchico può certamente disporlo. Il punto è che l'avocazione non aveva una precisa motivazione plausibile ed alla fine non ha conseguito la rapidità e l'efficienza che la motivavano apparentemente. Senza questo intervento gerarchico, avrei condotto l'ispezione secondo le prassi ordinarie e sarei venuto a capo dei problemi in un tempo più stretto. È stato frustrante vedere che la segnalazione 21 marzo 2012 sia stata frutto del lavoro di miei subalterni direttamente coordinati dai vertici dell'Istituto. Ma non ne faccio una questione semplicemente personalistica. Il fatto è che queste segnalazioni all'AG, tanto quella di cui sto parlando quanto quella successiva, presentano eccessi e difetti evidenti. La prima segnalazione pare ispirata a toni flautati, quasi a minimizzare l'ampia serie di anomalie emergenti. La seconda segnalazione, quella che attiene alle riserve sinistri, mi sembra esagerata nel fatto di denunciare la violazione dell'art. 2638 cc.

3. Valutazione critica del materiale acquisito.
La lettura delle dichiarazioni dei testi Gismondi, Cucinotta e Bertuglia e l'esame della documentazione qui acquisita (particolarmente le segnalazioni dell'Isvap) conducono alle seguenti osservazioni.
I controlli ispettivi condotti da Isvap su Fonsai risultano contrassegnati da fin troppo numerose e significative anomalie, tanto procedimentali quanto, e soprattutto, di merito. L'avocazione del procedimento da parte del vice direttore generale Mazzarella (fatto non di per sé contra legem ma certamente contrario ad una prassi senza eccezioni conosciute), il sistematico ridimensionamento del ruolo dei dirigenti Cucinotta e Bertuglia, la riapertura dei termini per le osservazioni difensive da parte della società vigilata, l'acquisizione indiscriminata di documentazione palesemente non inerente, l'evidenziazione dei fatti meno gravi (i compensi a S. Ligresti e il contratto Laità srl) e la messa in secondo piano di quelli più allarmanti (oltre una decina di operazioni immobiliari con parti correlate) sono tutte circostanze dichiarate dai testi e che trovano riscontro nella documentazione acquisita.
Queste circostanze hanno, a ben vedere, una duplice rilevanza penale:
a) per un verso l'esplicito, reiterato e ancora attuale trattamento di favore che il presidente dell'Isvap Giancarlo Giannini sembra abbia riservato e stia ancora riservando alla Fondiaria Sai della famiglia Ligresti costituisce un elemento di riscontro alla circostanza – segnalata dal teste Gismondi – secondo la quale Giannini percepirebbe denaro dai Ligresti, quanto integra l'ipotesi di reato di corruzione consumata in Milano-Roma in epoca anteriore e prossima all' attualità;
b) per altro verso, se è vero che Giannini, a conoscenza delle gravi anomalie di gestione della Fondiaria Sai, avrebbe suggerito alla vigilata le modalità con le quali vanificare gli accertamenti (esemplare l'invito ad "inondare" l'Isvap di carte inutili) allora la denuncia per il reato ex art. 2638 c.c. (l'ostacolo all'attività di vigilanza) che il Giannini ha qui depositato il 18 aprile scorso integra gli estremi della calunnia, reato consumato in Milano il 18 aprile 2012. Ed invero nessun ostacolo sarebbe stato interposto da alcun esponente di Fondiaria Sai se davvero Giannini avesse suggerito ai vigilati come eludere gli accertamenti.
Alla stregua di siffatte circostanze, si impone di verificare se il presidente di Isvap Giancarlo Giannini, nato a Roma il 23 aprile 1939, abbia consumato i reati di corruzione e di calunnia.
Rilevato che siffatto accertamento prescinde dalla complessa investigazione che nell'ambito di questo procedimento n. 16345/2011, il quale riguarda molteplici reati societari consumati all'interno del gruppo Ligresti, sarebbe opportuno procedere in un fascicolo separato al quale fare acquisire i seguenti atti: i verbali di s.i.!. rese dai testi Arpe, Gismondi, Cucinotta e Bertuglia, con i relativi allegati; le segnalazioni Isvap qui depositate il 21 marzo, il 18 aprile ed il 30 aprile.