Questa è la seconda parte della memoria del pm Luigi Orsi. Il funzionario dell'Isvap Roberto Cucinotta testimonia che la vicedirettrice dell'Autorità di controllo sul settore assicurativo, Flavia Mazzarella, propose "inizialmente che il procedimento fosse trattato congiuntamente da me e dal collega Roberti", una prassi inusuale.

E a proposito dei rapporti tra vigilante e vigilato dichiara: "Ho potuto rilevare che Mazzarella e [Carlo] Cimbri [amministratore delegato di Unipol] si danno del tu e discutono anche in privato". Il controllante sembra come catturato dal controllato: "Ho notato con perplessità e disappunto che tutte le volte che la dottoressa Mazzarella incontra gli esponenti di Unipol  (Cimbri)  la struttura di vigilanza interviene in un momento successivo all'incontro o viceversa Mazzarella e Cimbri continuano la riunione dopo che noi della vigilanza ce ne andiamo".

Non sono le uniche anomalie. Dichiara Cucinotta: "L'attività che l'Isvap sta svolgendo sulla richiesta di Unipol di integrazione con Fonsai è anche finalizzata a fornire a Consob una risposta utile agli accertamenti e ai provvedimenti che la Commissione deve svolgere in questa vicenda. Perché il presidente Giannini indirizzi questa risposta a Consob, gli uffici tecnici devono redigere un appunto per lui. È accaduto che questo appunto sia stato inoltrato al presidente Giannini senza la mia fìrma. In particolare la dottoressa Mazzarella ha chiesto ai miei collaboratori di fornire al presidente Giannini la bozza non fìrmata, affìnché apportasse eventuali correzioni e modifiche". E aggiunge: Il 5 aprile scorso il collega dr. Falso, che lavora con me, mi ha informato che il presidente Giannini e la dottoressa Mazzarella stavano modificando l'appunto che avevano così acquisito. Quando sono stato chiamato da Giannini e Mazzarella per firmare l'appunto, ho contestato alla Mazzarella che era stato modificato rispetto alla sua originaria formulazione". Flavia Mazzarella avocherà poi a sé l'ispezione sulla governance di Fonsai.

Alla fine il presidente dell'Isvap è costretto a cedere di fronte alle obiezioni tecniche di Cucinotta: "Ne è nata una discussione in un clima di grande tensione. Nella stanza del presidente Giannini c'è stato un acceso alterco con lui. Giannini mi ha accusato di voler così introdurre problemi dell'ultimo minuto, mi ha detto qualcosa del tipo "ma che gioco sta facendo?". Ho insistito nel rappresentare che i chiarimenti e le integrazioni da me proposti e da lui o dalla Mazzarella depennati erano essenziali a tutelare l'Istituto. In effetti alla fine Giannini mi ha consentito di firmare l'appunto secondo la formulazione che avevo proposto".

 


Cucinotta esprime dubbi sulla solidità della nascente aggregazione Fonsai-Unipol: "La questione, di certo non banale, è se il nuovo soggetto assicurativo che si viene a formare sarà in grado di stare in piedi tra due anni. Consideri che il soggetto di cui parliamo dovrebbe diventare il secondo gruppo assicurativo italiano. Non mi sentirei rassicurato dal fatto che nell'immediato si costruisca una realtà industriale così importante quando magari questo nuovo gruppo nell'immediato futuro non avesse le risorse per andare avanti". LEGGI QUI SOTTO LA MEMORIA DEL PM LUIGI ORSI

Con riferimento all'attualità – il procedimento di autorizzazione di Unipol per l'acquisizione di Fonsai – Cucinotta ha descritto un contesto di pregiudiziale favore dei vertici di Isvap verso la proposta della società assicurativa bolognese. Si legga quanto ha dichiarato: "Come ho anticipato dal febbraio/marzo 2011 in poi ho smesso di seguire la vicenda Fonsai. Da dirigente di Vigilanza mi ritrovo oggi a riprendere quel tema. Unipol infatti è vigilata dalla mia attuale articolazione, la quale quindi è competente a trattare il procedimento di autorizzazione di integrazione di Fonsai con Unipol. La prassi dell'Istituto è chiara: l'articolazione della vigilanza competente a valutare l'acquisizione è quella competente sulla società acquirente cioè Unipol. Qui si è registrata una prima anomalia. La dottoressa Mazzarella infatti ha proposto inizialmente che il procedimento fosse trattalo congiuntamente da me e dal collega Roberti, responsabile dell'altra articolazione di Vigilanza. Questo discorso è stato fatto nel corso di una riunione con me e con Roberti alla presenza di altri colleghi. Mi è sembrato doveroso rilevare che la prassi amministrativa non prevede che un unico responsabile di istruttoria per volta. La dottoressa Mazzarella ha proposto di sottoporre la questione ad un parere della consulenza legale interna che si era dichiarata favorevole in tal senso. Ho allora osservato che se realmente si fosse costituita una co-conduzione della procedura amministrativa avrei scritto al presidente Giannini segnalando l'anomala prassi.
Giannini mi ha allora detto che era una questione da valutare bene ed in seguito ha nominato responsabile del procedimento la dottoressa Mazzarella laddove io e Roberti siamo responsabili tecnici dell'istruttoria.

Mi si chiede come mai la dirigenza mi ha sostituito con Roberti e quale sia l'atteggiamento del collega rispetto a Giannini e alla Mazzarella. Devo innanzi tutto dire che sono stato spostato da Vigilanza2 a Vigilanza1 con il preavviso di un'ora e mentre trattavo le questioni più rilevanti quali Fonsai e Generali.

Mi si chiede se la mia sostituzione con il collega Roberti fosse funzionale ai desideri della dirigenza. Il collega Roberti è una persona perbene. A titolo di esempio segnalo che tutte le questioni che ho sollevato sulle riserve sinistri di Fonsai mi venivano segnalate proprio da Roberti. Perché allora sostituirmi con lui? Roberti è una persona di impeccabile moralità, ma è anche una persona piuttosto remissiva.

Torno adesso a spiegare lo stato del procedimento di autorizzazione di Unipol. Nell'ambito di questo procedimento ho più volte avuto modo di proporre il mio punto di vista. A fine gennaio 2012 si è tenuta una riunione tra noi dell'Isvap e l'AD di Unipol Cimbri. In quella circostanza ho sollevato il problema della carenza del piano industriale presentato da Unipol. Più precisamente quel piano mi sembra difettare di precisione e di dettagli. In realtà la domanda alla quale Isvap deve rispondere è se il piano di Unipol è idoneo a salvare Fonsai. Ora, certamente l'iniezione di l,l miliardi di euro è un fatto del tutto positivo per Fonsai, non si può dubitare. Ma questa conclusione, del tutto plausibile ad oggi, non è sufficiente a dirci cosa potrà succedere da qui a qualche tempo. La questione, di certo non banale, è se il nuovo soggetto assicurativo che si viene a formare sarà in grado di stare in piedi tra due anni. Consideri che il soggetto di cui parliamo dovrebbe diventare il secondo gruppo assicurativo italiano. Non mi sentirei rassicurato dal fatto che nell'immediato si costruisca una realtà industriale così importante quando magari questo nuovo gruppo nell'immediato futuro non avesse le risorse per andare avanti.

Su un versante più tecnico, ho posto la questione della compatibilità del piano industriale di Unipol con la normativa denominata Solvency2. Alla stregua di questa disciplina – che entrerà formalmente in vigore nel 2014, ma della quale già si individuano le direttive – sarà necessario un incremento dei requisiti patrimoniali. Unipol ha presentato il piano industriale sulla base di Solvency1, ma un calcolo che guarda al passato propone un rischio nell'immediato futuro. In questo quadro la mia articolazione di vigilanza ha richiesto alla Banca d'Italia dati e notizie relativi a Unipol Banca che fa capo ad Unipol. Ho comunque segnalato alla dottoressa Mazzarella tutti questi temi e lei mi ha invitato a convocare i dirigenti di Unipol per approfondirne la portata.

Il progetto di Unipol propone due temi problematici, oltre a questo di Solvency2. Per un verso la congruità delle riserve sinistri, le quali difettano per circa 360 milioni di euro. Si consideri che questo non è un problema che di per sé impedisca l'integrazione con Fonsai, ma di certo non la agevola. Quando parlo di questo difetto di riserve sinistri mi riferisco ad un importo che dobbiamo ancora contestare ad Unipol e che semmai sarà materia per una integrazione del prossimo bilancio. In realtà non siamo ancora in grado di svolgere questa contestazione. Il 4 aprile scorso la mia articolazione ha incontrato gli uffici tecnici di Unipol, guidati dal dottor Santi ed in quella sede abbiamo parlato proprio di questo tema. A proposito devo ricordare di aver avuto un'accesa discussione con la dottoressa Mazzarella, secondo la quale avrei dovuto indicare a Santi l'importo esatto delle riserve da contestare, ciò che non è possibile in questa fase. In realtà una siffatta contestazione è svolta con un atto formale del presidente.

Altro aspetto importante del procedimento che stiamo trattando è quello della manleva che Unipol ha rilasciato ai Ligresti. Come è noto da notizie di stampa Unipol si è impegnata a non azionare alcuna azione di re5ponsabilità nei confronti dei Ligresti nel caso in cui acquisisca Fonsai. Sia la Mazzarella che io abbiamo sollevato questo tema parlandone direttamente con Cimbri e gli abbiamo rappresentato che si tratta di un tema rilevante. In realtà mi sembra sia anomalo rinunciare all'azione di responsabilità nei confronti dei Ligresti quando ancora non sia stata svolta una due diligence nei confronti di Fonsai. Ricordo che Cimbri ha replicato che si tratta di una  prassi anomala aggiungendo che si è deciso così. Su questo tema della manleva ho indirizzato una e-mail alla dottoressa Mazzarella intorno al 4 aprile chiedendo di procurarsi un parere legale sul punto.

L'attività che l'Isvap sta svolgendo sulla richiesta di Unipol di integrazione con Fonsai è anche finalizzata a fornire a Consob una risposta utile agli accertamenti e ai provvedimenti che la Commissione deve svolgere in questa vicenda. Perché il presidente Giannini indirizzi questa risposta a Consob, gli uffici tecnici devono redigere un appunto per lui. È accaduto che questo appunto sia stato inoltrato al presidente Giannini senza la mia fìrma. In particolare la dottoressa Mazzarella ha chiesto ai miei collaboratori di fornire al presidente Giannini la bozza non fìrmata, affìnché apportasse eventuali correzioni e modifiche. Il 5 aprile scorso il collega dr. Falso che lavora con me, mi ha informato che il presidente Giannini e la dottoressa Mazzarella stavano modificando l'appunto che avevano così acquisito. Quando sono stato chiamato da Giannini e Mazzarella per firmare l'appunto, ho contestato alla Mazzarella che era stato modificato rispetto alla sua originaria formulazione. Non ricordo tutti i dettagli ma mi sembra che fosse stato sfumato il riferimento a Solvency2 mentre era stata tolta la richiesta di sospensiva del procedimento, ciò che fa guadagnare 20 giorni di istruttoria e fa intendere che occorrono ulteriori approfondimenti. Ne è nata una discussione in un clima di grande tensione. Nella stanza del presidente Giannini c'è stato un acceso alterco con lui. Giannini mi ha accusato di voler così introdurre problemi dell'ultimo minuto, mi ha detto qualcosa del tipo "ma che gioco sta facendo?". Ho insistito nel rappresentare che i chiarimenti e le integrazioni da me proposti e da lui o dalla Mazzarella depennati erano essenziali a tutelare l'Istituto. In effetti alla fine Giannini mi ha consentito di firmare l'appunto secondo la formulazione che avevo proposto. Il senso della lettera alla Consob è quello di dire che Isvap vede positivamente l'integrazione a patto che siano risolti alcuni aspetti, tra i quali quelli che ho appena enunciato.

Domanda: Dopo questi eventi ci sono stati ulteriori sviluppi?

Risposta: Il lavoro istruttorio va avanti in maniera normale, almeno per quanto mi riguarda. Voglio ricordare che qualche giorno fa il giornalista Pons su Repubblica ha pubblicato un articolo il quale informava di una spaccatura all'interno dell'Isvap. Il presidente Giannini mi ha mandato una e-mail con la quale mi chiedeva conto in ordine a quanto si leggeva in questo articolo e particolarmente mi chiedeva chiarimenti sulle "presunte pressioni" che si vivrebbero all'interno dell'Isvap in relazione a questa vicenda Unipol-Fonsai. Ho risposto a Giannini sempre via e-mail spiegandogli di non aver mai affermato di aver subito pressioni in merito alla pratica Unipol-Fonsai.

Cucinotta non ha confermati i rumors riferiti da Gismondi sul fatto che Giannini possa avere percepito denaro da Fondiaria Sai, ma ha descritto un quadro di rapporti personali e di confidenza incompatibile con l'esercizio della funzione vigilatoria.

Si legga quanto appresso:

"Domanda: Lei ha avuto modo di percepire che i suoi superiori gerarchici abbiano rapporti particolarmente qualificati con i vigilati Fonsai e/o Unipol?

Risposta: con riferimento a Fonsai, fin quando è stato amministratore delegato Marchionni, ho notato che aveva un dialogo diretto con il presidente Giannini. I due si davano del tu come ho potuto verificare in qualche occasione in cui sono stato presente. I due si conoscono da tempo perché hanno la medesima provenienza professionale assicurativa. Quanto alla più recente vicenda dell’integrazione Unipol-Fonsai ho notato con perplessità e disappunto che tutte le volte che la dottoressa Mazzarella incontra gli esponenti di Unipol  (Cimbri)  la struttura di vigilanza interviene in un momento successivo all'incontro o viceversa Mazzarella e Cimbri continuano la riunione dopo che noi della vigilanza ce ne andiamo. Ho potuto rilevare che Mazzarella e Cimbri si danno del tu e discutono anche in privato. Questa circostanza mette a disagio le strutture tecniche dell'Istituto, perché non è mai del tutto chiaro cosa i due si sono detti o si diranno prima o dopo le riunioni cui partecipiamo noi della vigilanza. In una occasione Giannini mi ha fatto sapere di aver incontrato i vertici di Mediobanca senza riferire il contenuto della conversazione. A causa di tutto quanto le ho fin qui riferito da qualche tempo ho deciso di fotocopiare tutti i documenti più significativi che inoltro ai miei vertici gerarchici e comunque comunicare per iscritto evitando interlocuzioni informali per quanto possibile.

Domanda: Torno al tema dei compensi a Salvatore Ligresti. Lei sa che tipo di documentazione ha fornito Fonsai all'Isvap per giustificare i pagamenti ricevuti da Salvatore Ligresti?

Risposta: Questo tema è stato oggetto di verifica da parte del Nucleo Ispettivo, all'interno del quale c'è un mio ex collaboratore della Vigilanza2, Sabatucci. L'avvocato Bertuglia, capo dell'Ispettorato, mi ha detto che la documentazione prodotta da Fonsai sarebbe risibile, pressoché insignificante. Mi si chiede se sia a me noto che Fonsai avrebbe "inondato" Isvap di documenti per giustificare i soldi a Ligresti. Non ne sono a conoscenza e ripeto che su questo tema sono informati i colleghi dell'Ufficio Ispettivo.

Domanda: Lei conosce l'attuario Fulvio Gismondi?

Risposta: Si, è l'attuario di Fonsai, me lo ha presentato un paio di anni fa la dottoressa Mazzarella. Gira voce che stia per dimettersi da attuario incaricato di Fonsai e ciò perché rischia, per quanto so, di essere sanzionato.

Domanda: Che lei sappia Bertuglia ha avuto problemi analoghi a quelli che lei mi ha qui riferito nel rapporto con i vertici di Isvap ed a proposito di Fonsai?

Risposta: Si. So che l'ispezione a Fonsai è stata avocata direttamente dal vicedirettore generale Mazzarella, ciò che non avviene di norma. Bertuglia mi ha riferito che una cosa del genere non era mai accaduto prima e se ne lamentava perché ciò lo delegittimava rispetto alla struttura da lui guidata.