I debiti obbligazionari delle principali società industriali quotate in Borsa sono cresciuti in totale, tra il 2008 e il 2009, di 25,5 miliardi di euro (da 77 a 102,5 miliardi di euro). Secondo l'Analisi trimestrale dei bilanci di R&S-Il Sole 24 Ore, essi hanno rappresentato nel 2008 poco più del 39% dei debiti finanziari a medio-lungo termine del campione, e nel 2009 il rapporto ha sfiorato il 48 per cento.
Le società in questione sono A2A, Arnoldo Mondadori Editore, Atlantia, Autogrill, Bulgari, Buzzi Unicem, Cir, Davide Campari, Enel, Eni, Exor, Fiat, Finmeccanica, Geox, Impregilo, Italcementi, Lottomatica, Luxottica, Mediaset, Parmalat, Pirelli & C., Prysmian, ST, Telecom Italia, Tenaris e Terna.
Se dall'aggregato escludiamo Eni e Enel, i debiti obbligazionari degli altri gruppi industriali sono complessivamente aumentati in valore di circa 10 miliardi di euro (dal 43,6% del 2008 al 48,9% del 2009) a fronte di un aumento di 7,5 miliardi dell'indebitamento finanziario totale, mentre quelli di Eni e Enel soltanto sono saliti nell'insieme di 15,5 miliardi (dal 33,2% al 46,6%) a fronte di un incremento debitorio dei due gruppi di poco inferiore a 11 miliardi.
Nello stesso tempo Eni ed Enel  hanno ridotto l'esposizione bancaria totale dai 36 miliardi nel 2008 (pari al 45% dell'indebitamento delle due società) ai quasi 29 del 2009 (pari al 31,5%). E, se dal campione escludiamo Eni e Enel, l'esposizione bancaria delle altre società è scesa nel complesso da 32,6 a 30,5 miliardi di euro, passando dal 28% al 25 per cento.