La recente divulgazione dei nomi dei 7mila evasori italiani presenti nella lista “Falciani” e il successo di pubblico che sta registrando in tutto il mondo “La Cassaforte degli evasori”, il libro scritto a quattro mani per Chiarelettere da Hervé Falciani e da Angelo Mincuzzi, mi inducono a rinvangare un episodio oscuro del caso Roveraro collegato alla Hsbc (Hong Kong and Shanghai Banking Corporation), la banca presso la cui filiale di Ginevra Falciani lavorava come esperto informatico e dove decine di migliaia di clienti plurimilionari avevano depositato i propri capitali per sottrarli al fisco.Di quell’episodio io e Angelo scrivemmo in  “Opus Dei, il segreto dei soldi. Dentro i misteri dell’omicidio Roveraro”, che pubblicammo con Feltrinelli nell’ottobre 2011. La scena è ambientata nel casello idraulico di Albareto, a pochi chilometri da Modena, dove il banchiere d’affari dell’Opus Dei Gian Mario Roveraro fu tenuto sotto sequestro per qualche giorno prima di essere assassinato e prima che il suo cadavere fosse fatto a pezzi. Filippo Botteri, che lo rapì insieme ad altri due complici e che alla fine lo ammazzò  con un colpo di pistola, gli chiese in un primo momento un milione di riscatto. Roveraro, con un collegamento Skype allestito nel posto in cui era tenuto prigioniero, diede ordine alla Alter Sim di Milano, che gli gestiva i risparmi, di svincolargli dei titoli di pari importo. Poi, sempre guardato a vista dai suoi rapitori, chiamò a Lugano il fiduciario svizzero Federico De Vittori,  il quale qualche anno dopo sarà arrestato, condannato per distrazione di fondi e detenuto nel carcere cantonale “La Stampa”, dove sta tuttora scontando la pena. Roveraro voleva che De Vittori gli mettesse a disposizione un conto presso un primario gruppo creditizio europeo, dove il finanziere potesse far accreditare la somma che avrebbe dovuto restituirgli la libertà. Fu così che, attaverso la sua segretaria,  il fiduciario fece trasmettere un fax alla Alter Sim con l’Iban (GB57 MIDL 4005 1559 1377 22) di un conto intestato a una sua società domiciliata a Londra, la Iter Limited. Ebbene, quel conto era presso la Hsbc Bank.

Sono andato a rovistare tra le mie carte e ho ritrovato tutta la documentazione. Sono curioso di sapere – e con me, credo, anche coloro che si sono appassionati al caso Roveraro, primo fra tutti Angelo Mincuzzi – se per caso nelle liste Falciani sia presente un qualche riferimento a questo conto. Anche se il milione di euro non si mosse mai da Milano, perché Roveraro nel frattempo fu ucciso, sarebbe comunque interessante conoscere nei dettagli la movimentazione di quel conto e sapere se in qualche altra occasione De Vittori lo abbia per caso messo a disposizione dello scomparso finanziere ed eventualmente a quale scopo.