Mario Draghi striglia il sistema bancario, lo mette in guardia dalle pratiche commerciali scorrette, indica la protezione del risparmio come un valore da preservare, sottolinea il ruolo delle organizzazioni dei consumatori. E scrive – nelle sue Considerazioni finali all’assemblea di Banca d’Italia – che la riforma della Vigilanza sarà operativa dal 1° agosto: una riforma che “rafforza i presidi del sistema bancario e finanziario italiano di fronte all’emergere di nuovi rischi, accresce la tutela del risparmio, riduce gli oneri per gli intermediari”.

A Banca d’Italia, secondo Draghi, “spetta vigilare sulla trasparenza delle condizioni contrattuali di depositi, prestiti e strumenti di pagamento” e agire sulla base di un principio di correttezza verso i clienti. Che “non è solo un obbligo giuridico”, ma anche un “presidio di stabilità”.

La svolta che Draghi intende imprimere alla Vigilanza e la sua sensibilità per i problemi della concorrenza e del risparmio archiviano in modo definitivo l’era di Antonio Fazio; che resta legata al ricordo di tre gravi insolvenze (bond Argentina, Cirio e Parmalat), al corteo di protesta degli obbligazionisti "truffati" davanti a Via Nazionale e alle fallite scalate su AntonVeneta e Bnl, con i loro pesanti risvolti giudiziari.
Ispezioni mirate e controlli sull’attività in derivati

“Ben prima dell’arrivo delle perturbazioni sui mercati – scrive il Governatore -, la Vigilanza ha dato avvio a un profondo ripensamento dei propri metodi di intervento, dei principi della regolamentazione, della sua stessa organizzazione. Abbiamo moltiplicato le ispezioni mirate, soprattutto per i rischi emergenti. Un programma di accertamenti sull’operatività in derivati delle principali banche è stato avviato fin dal 2006; si è intensificato l’anno scorso”.

Attenzione al profilo di rischio del cliente e al crollo di reputazione

“Ho più volte richiamato l’attenzione sulla necessità che le banche, nel proporre alla clientela prodotti innovativi e complessi, assicurino la correttezza formale e

sostanziale delle transazioni, la trasparenza delle condizioni, l’aderenza scrupolosa alle norme; si accertino della piena rispondenza di tali prodotti alle esigenze e ai profili di rischio del cliente. La banca si espone altrimenti a rischi legali e di reputazione e, in caso di movimenti avversi delle variabili di mercato, a gravi rischi di controparte.

Colpiti i comportamente irregolari

Le ispezioni della Banca d’Italia hanno fatto cessare i comportamenti irregolari; in un caso abbiamo adottato provvedimenti particolarmente rigorosi. Abbiamo chiesto agli organi interni di sorveglianza di tutte le banche un’attenta valutazione degli assetti organizzativi, dei processi operativi e dei sistemi di controllo connessi all’attività in derivati. Abbiamo dedicato una specifica attenzione all’utilizzo di derivati contratti con banche italiane da parte di Regioni ed enti locali: questi strumenti possono essere usati in modo improprio, con effetti negativi sulla trasparenza dei bilanci, e spesso senza che i rischi siano ben compresi. La Banca d’Italia collabora con il Ministero dell’Economia alla definizione della nuova normativa sulla trasparenza dei contratti in derivati sottoscritti da enti territoriali”.

Un monitoraggio costante della liquidità

“Le normali segnalazioni sulla liquidità bancaria, a cadenza trimestrale, sono divenute insufficienti. Abbiamo chiesto ai principali gruppi un rapporto settimanale, che permette una continua osservazione; a partire dall’inizio dell’anno le posizioni di liquidità di questi intermediari sono nettamente migliorate”.

Regole di governance più stringenti

“Assieme all’adeguatezza del patrimonio e dell’organizzazione, il terzo presidio cui è affidata la stabilità del sistema bancario è la qualità del governo societario. La nuova disciplina impone alle banche una chiara distinzione di compiti e responsabilità tra gli organi aziendali; detta regole per la loro composizione; valorizza il ruolo dell’organo di controllo, accrescendone i poteri rispetto alla disciplina generale; prescrive l’adozione di flussi informativi interni che assicurino la piena consapevolezza da parte di chi ha la responsabilità delle decisioni; promuove corretti meccanismi di incentivazione e remunerazione. La normativa, che abbiamo emanato dopo un’ampia e fruttuosa consultazione, indica principi generali e linee applicative essenziali; non fornisce soluzioni uguali per ogni realtà aziendale, ma richiede che esse siano calibrate sulle specificità delle singole banche, secondo un criterio di proporzionalità”.

Una struttura che vigili sulla trasparenza dei rapporti con la clientela

“Nella riorganizzazione della Vigilanza, la decisione di creare un’apposita unità per seguire i rapporti tra intermediari e clientela sancisce un significativo riorientamento dell’attenzione della Banca. Anche se i fatti degli ultimi tempi sono tornati a ricordarci che la prima difesa dei risparmiatori è la stabilità del sistema bancario, la correttezza e la trasparenza dei rapporti con i clienti costituiscono un ulteriore, fondamentale presidio; sono condizione per il pieno agire della concorrenza.

La legge attribuisce a diverse autorità compiti di protezione dei risparmiatori e in generale degli utenti di servizi finanziari. Alla Banca d’Italia spetta vigilare sulla trasparenza delle condizioni contrattuali di depositi, prestiti e strumenti di pagamento. Nell’ambito dei poteri che ci dà la legge, agiamo sulla base di un chiaro principio: la correttezza nei confronti dei clienti non è solo un obbligo giuridico, è anche presidio di stabilità. In questi mesi turbolenti, la solida base della raccolta al dettaglio è stata per il sistema bancario italiano uno straordinario punto di forza”.

Non deludere le aspettative dei consumatori

“È molto cresciuta, da parte delle stesse banche, la consapevolezza di quanto sia necessario essere percepiti come un operatore corretto, un partner leale. L’opinione pubblica, i clienti, le associazioni dei consumatori si aspettano standard sempre più elevati di comportamento. Negli ultimi anni legislatori, governi, autorità sono intervenuti quando il sistema non riusciva a trovare da sé soluzioni adeguate”.

Adeguarsi alla legge sulla portabilità dei mutui per evitare l’insolvenza delle famiglie

“Non mancano i problemi aperti. Le norme sull’estinzione anticipata e sulla portabilità dei mutui hanno tardato a tradursi in pratica, anche per difficoltà applicative. In aprile, la Vigilanza ha sollecitato le banche ad adeguarvisi in pieno, riducendo tempi e adempimenti necessari, e ha prescritto specifici obblighi di informazione al cliente sull’esercizio dei propri diritti; l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato indagini per verificare l’esistenza di pratiche commerciali scorrette.

Una recente iniziativa governativa, da perfezionare d’intesa con il sistema bancario, mira a facilitare la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile, per stabilizzare l’importo delle rate. La ristrutturazione del debito può arrecare sollievo alle famiglie; giovare in prospettiva alle stesse banche, riducendo i casi di insolvenza. Occorrerà verificare con attenzione gli eventuali effetti di questa misura sul mercato delle cartolarizzazioni esistenti. Deve in ogni caso essere lasciato il massimo spazio all’operare della concorrenza nell’offerta delle migliori condizioni ai clienti”.

Commissione di massimo scoperto commisurata alla dimensione del fido

“Abbiamo già in passato richiamato l’attenzione sulla commissione di massimo scoperto, un istituto poco difendibile sul piano della trasparenza. Va sostituita, dove la natura del rapporto di credito lo richieda, con una commissione commisurata alla dimensione del fido accordato, come avviene in altri paesi. Una simile innovazione richiede un complesso adattamento della prassi delle banche. Essa però dovrebbe essere avviata con decisione, proponendo il cambiamento ai nuovi clienti, anche per evitare il rischio che la questione sia risolta con gli strumenti imperativi della legge”.

Un nuovo soggetto a difesa del cliente

“Lo sviluppo di un buon sistema per la risoluzione stragiudiziale delle controversie può fornire un contributo rilevante al miglioramento delle relazioni tra intermediari e clientela. Si è conclusa la consultazione dei soggetti interessati; la Banca d’Italia presenterà una proposta al Cicr per disciplinare, in attuazione di norme di legge, un nuovo sistema di ombudsman”.

Minori costi per i conti correnti della vecchia clientela

“Dalla nostra indagine sui costi dei conti correnti bancari emerge che le banche offrono condizioni particolarmente competitive soprattutto ai nuovi clienti; nei confronti della clientela esistente vi è inerzia. E’ opportuno che le banche semplifichino la struttura e le condizioni dei contratti offerti. Vanno incoraggiate tutte le iniziative del sistema bancario in questa direzione. L’indagine sarà ripetuta quest’anno”.