Dalle parti di Piazza Affari si maligna che sullo sfondo della contestazione di presunta manipolazione del mercato notificata da Consob ad Arepo aleggi la vicenda Fonsai.

 


Arepo è la società attraverso cui la Sator  del banchiere Matteo Arpe controlla Banca Profilo.  Sator aveva presentato, nel giugno 2012, un'offerta congiunta con Palladio Finanziaria per rilevare Fonsai. Sator e Palladio avevano proposto per Fonsai un aumento di capitale da 800 milioni, di cui almeno 400 riservato a tutti gli azionisti della compagnia assicurativa. Ma il piano di fusione Fonsai-Unipol, messo a punto e attuato successivamente da Unipol, aveva sponsor troppo potenti per non andare in porto. Tra questi – accanto ad UniCredit e a Mediobanca, i due maggiori creditori dell'allora gruppo Ligresti, di cui Fonsai faceva parte – c'era anche la Consob, cioè la Commissione nazionale per le società e la Borsa, nella persona del suo massimo rappresentante, il presidente Giuseppe Vegas.

Vegas era strafavorevole alla fusione Fonsai-Unipol, come del resto anche l'Isvap (il regolatore del settore assicurativo trasformato in Ivass), e vedeva l'offerta Sator-Palladio come il fumo negli occhi. Da qui, però, ad ipotizzare che l'ispezione, avvenuta durante l'estate 2013, possa essere stata dettata da intenti punitivi nei confronti di un vigilato ce ne corre. Anche perché, se così fosse, sarebbe venuto meno il principio di indipendenza che dovrebbe ispirare in ogni circostanza l'operato di un'Autorità al di sopra delle parti. L'unico elemento che potrebbe sostanziare questa ipotesi è il fatto che le contestazioni riguardano operazioni effettuate dal gruppo Sator nelle stesso periodo in cui Arpe lavorava all'offerta per Fonsai. Il procedimento scaturisce, infatti, dagli acquisti di titoli Banca Profilo condotti per conto di Arepo dalla stessa Banca a partire dal giugno 2011; acquisti tuttora in corso, di cui la Consob è stata tenuta al corrente ogni mese nel rispetto della normativa vigente e di cui dovrebbe essere a conoscenza anche Banca d'Italia.  

Si saprà nei prossimi mesi l'esito del procedimento. Sator, nel darne notizia al mercato, ha dichiarato di avere agito in modo corretto, di non avere fatto trading né operazioni in derivati sul titolo, e ha motivato gli acquisti in Borsa come "un atto di fiducia" nel progetto industriale di Banca Profilo, per niente scontato considerata la recessione.

Intanto non si hanno più notizie dell'indagine su Fonsai-Unipol che il sostituto procuratore di Milano Luigi Orsi aveva avviato circa un anno fa. L'unica inchiesta giudiziaria di cui sono stati depositati gli atti, e di cui si è dato ampiamente conto in questo blog, è quella sull'ex azionista di Fonsai, Salvatore Ligresti, e sull'ex presidente dell'Isvap, Giancarlo Giannini, sul quale pesa l'accusa di non avere svolto correttamente il proprio ruolo di regolatore.