Piazza Affari va giù perché gli investitori sono preoccupati della tenuta del debito pubblico italiano, scrive l'economista Tito Boeri nell'editoriale pubblicato da "Repubblica" il 7 maggio 2010. E aggiunge: per rassicurare i mercati servono atti politici. Non basta dir loro che per finanziare il debito l'Italia può attingere al risparmio delle famgilie e delle imprese. Occore un piano realistico di rientro. Occorrono riforme a costo zero per lo Stato in grado di migliorare il funzionamento dell'economia. Ma il governo pensa ad altro, continua Boeri. L'unica riforma che vuole attuare è il federalismo fiscale, i cui effetti sulle casse pubbliche sono poco chiari. Per il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, il fisco regionale dovrebbe migliorare il bilancio dello Stato, mentre altri temono che l'esatto contrario. Boeri esorta dunque Tremonti a rendere noti i conti del federalismo fiscale e a rinviare la riforma eventualmente a tempi migliori nel caso in cui le stime indicassero un peggioramento dei saldi di bilancio. Un messagio del genere potrebbe solo far bene ai mercati e offrire agli investitori istituzionali le rassicurazioni di cui vanno in cerca. Sarebbe meglio, conclude Boeri, che a comunicare la notizia ai mercati non fosse solo il ministro dell'Economia, ma anche il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, ossia la parte politica a cui sta più a cuore la riforma.
La proposta di Boeri è intelligente e sensata. Ma credo che Bossi non accetterà di fare un passo indietro sul federalismo fiscale, perché significherebbe venir meno al patto che ha stipulato con gli elettori e che è alla base della sua avanzata elettorale in tutto il Nord. Non dimentichiamo cosa dice l'articolo 1 dello statuto della Lega Nord. Rileggerlo oggi può essere di qualche utilità. "Il Movimento politico denominato Lega Nord per l'indipendenza della Padania ha per finalità il conseguimento dell'indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana". La Lega proclama in modo esplicito l'obiettivo della secessione, sia pure con metodi democratici e nel rispetto della legalità. E il federalismo fiscale è un passo in questa direzione, a cui Bossi difficilmente sarà disposto a rinunciare. Costi quel che costi.