Le informazioni pubblicate da WikiLeaks sui presunti rapporti d'affari tra Berlusconi e Putin nel settore del gas non  rappresentano una novità per i giornali italiani. Le informative riservate dell'ambasciata americana a Roma, divulgate dal sito internet di Julian Assange, affrontavano questioni che "Il Sole-24 Ore"  aveva ampiamente sviscerato già cinque anni addietro.


 L'accordo Gazprom-Mentasti, per l'ingresso del colosso russo sul mercato italiano della distribuzione del metano, aveva fatto scandalo nel 2005. I misteri della Centrex, la honding viennese cui faceva capo la società partecipata da Mentasti, erano stati ben documentati dal "Sole-24 Ore", che aveva denunciato l'opacità della trattativa e il tentativo di mettere l'allora amministratore delegato dell'Eni, Vittorio Mincato, di fronte al fatto compiuto.  Nessuno riuscì a spiegare perché il più grande conglomerato russo, eterodiretto dal Cremlino, per concludere un accordo con l'Eni in Italia  volesse ricorrere alla partnership con un ex industriale delle acque minerali come Bruno Mentasti che poteva sbandierare come unica referenza l'amicizia con Silvio Berlusconi. La domanda che dobbiamo farci è se, parallelamente alle informazioni che l'ambasciata Usa andavano ricavando dalla stampa italiana, non sia stata sviluppata a Washington una specifica attività di intelligence per capire fin dove stesse spingendosi la relazione pericolosa tra Putin e Berlusconi. Mentasti alla fine restò fuori dell'accordo Eni-Gazprom, così pure la Centrex, ma come contropartita alla rinegoziazione dei contratti di importazione di gas l'Eni fu costretta a concedere ai russi il via libera all'ingresso diretto nel nostro paese. Il nodo della questione è tutto qui. Era inevitabile questa concessione? Avvenne in termini favorevoli per l'Eni? C'era un convitato di pietra nella tratttiva? Da quel momento i contatti personali tra Berlsusconi e Putin andarono intensificandosi con grande irritazione della Casa Bianca, e mai il presidente del Consiglio è andato a riferire in Parlamento di queste sue importanti relazioni di politica estera.