Lo scivolone del comparto bancario, penalizzato dalle voci riguardanti forti perdite su derivati per Société Generale e i timori sulla situazione delle finanze dell'Ungheria hanno molto appesantito i listini europei, che hanno chiuso in forte calo. Milano e' stata una tra le piazze peggiori con il Ftse Mib a -3,7% e l'All Share a -3,6 per cento. In calo Intesa Sanpaolo e Unicredit.

Ma come se la passano le banche a livello di risultati? Analizziamo quelli del 2009.

Gli undici principali gruppi italiani – secondo l'Analisi trimestrale dei bilanci di R&S-Il Sole 24 Ore – hanno chiuso il bilancio dello socrso anno con un utile netto complessivo in calo di circa il 26%, a 6,1 miliardi.
La variazione negativa dei risultati sconta la contabilizzazione di ingenti rettifiche su crediti, di gran lunga superiore rispetto allo stesso periodo della'nno precedente, mitigata da una ripresa dei risultati dell'attività di negoziazione, da un leggero contenimento dei costi operativi e dal miglioramento del saldo delle poste straordinarie.
Analizziamo il margine d'intermediazione, l'equivalente dei ricavi.
Il margine d'interesse (differenza tra interessi attivi e passivi) diminuisce a livello di aggregato di 3,3 miliardi, con una contrazione del 7,5 per cento, pernalizzato dal progressivo calo dei tassi ormai al minimo storico. Il calo di questa voce ha riguardato tutti gli istituti del campione a eccezione di Banca Popolare di Sondrio, raggiungendo punte minime del -17,4% per Banca Popolare di Milano e del -16,7% per Ubi Banca.
La commissioni nette scendono complessivamente di 1,1 miliardi, con una flessione di quasi il 6 per cento. In particolare quelle di UniCredit arretrano di 1,3 miliardi di euro e quelle di Intesa Sanapolo di 563 milioni per l'andamento sfavorevole della gestione del risparmio. Segnano invece variazioni positive le commissioni nette di Monte Paschi (+250 milioni), Banca Popolare dell'Emilia Romagna (+122 milioni) e Banca Popolare di Milano (+133 milioni).
Al contrario, la voce altri ricavi dei primi undici gruppi bancari aumenta in totale di 6 miliardi. Ciò grazie al risultato dell'attività di negoziazione sui mercati finanziari, positivo per il favorevole andamento delle Borse nel corso del 2009. Gli incrementi maggiori sono quelli di UniCredit (+3,8 miliardi di euro), Intesa Sanpaolo (+2,2 miliardi) e Monte Paschi e Banco Popolare (+500 milioni a testa).
Le perdite su crediti registrano una crescita importante, del 74%, di circa 7 miliardi in valore assoluto a livello dell'intero aggregato. Esse sono pari al 25% del margine d'intermediazione contro il 15% del 2008.
Gli stanziamenti di UniCredit ammontano a 8,3 miliardi e rappresentano il 49% delle perdite su crediti dell'intero campione.