La quota pubblica nelle banche europee è passata, tra il 2007 e il 2009, dal 6% al 25% dell’attivo cumulato dei primi trentadue gruppi creditizi che hanno sede nel Vecchio continente. E le turbolenze sui mercati sono tutt'altro che finite se è corretta l'analisi del direttore generale del Fondo monetario internazione. Dominique Strauss-Kahn ritene non ancora conclusa la crisi finanziaria che attanaglia il sistema bancario internazionale e la giudica una delle più gravi mai verificatasi.


Come emerge dai dati cumulati di R&S, le banche della Gran Bretagna sono quelle con la più elevata presenza pubblica in rapporto all’attivo, con una quota del 48%, seguite da quelle tedesche con il 35 per cento. Le principali nazionalizzazioni sono avvenute tra il terzo trimestre del 2008 e i primi mesi del 2009. Il Tesoro della Gran Bretagna ha altresì sottoscritto aumenti di capitale risultati inoptati e ha acquisito il 70,3% della Rbs (Royal Bank of Scotland) ed il 43,4% della Lloyds Banking Group nata della fusione tra Lloyds Tsb e Hbos.
Nel corso del 2008 la stessa Gran Bretagna ha nazionalizzato altri due istituti in difficoltà: Northern Rock e Bradford & Bingley. E nel dicembre del 2009 ha sottoscritto ulteriori azioni, senza diritto di voto ma convertibili in ordinarie, della Rbs portando la sua quota all'84,4 per cento.
Il Belgio, anche attraverso propri enti regionali, e la Francia sono entrati, ciascuno con il 5,7% del capitale, nella Dexia, dove l'ente francese Caisse de Dépôts et Consignations ha incrementato la propria partecipazione al 17,6%, portando in totale la componente pubblica oltre il 50% del capitale sociale.
L'Olanda ha rilevato la totalità delle attività bancarie e assicurative olandesi del gruppo Fortis. Le prime sono raggruppate nella Fortis Bank Nederland di cui Belgio e Lussemburgo hanno rilevato le attività bancarie nei rispettivi Paesi. Nel maggio del 2009 la Fortis Bank è stata poi riprivatizzata. La maggioranza del capitale è stata venduta alla Bnp Paribas. Questa in cambio ha ceduto azioni di nuova emissione a Belgio e Lussemburgo, che sono così entrati nel capitale dell'istituto francese con quote, nell'ordine, dell’11,6% e dell’1,2 per cento.
La Germania in diverse, anche attraverso un’offerta pubblica di acquisto, ha acquisito la maggioranza della Hypo Real Estate Holding.
Sempre tra il 2007 e il 2009, alcuni Stati europei hanno comperato partecipazioni di minoranza nelle banche.
La Francia ha tramutato in azioni senza diritto di voto (non convertibili in ordinarie) prestiti cosiddetti subordinati concessi nel dicembre del 2008 alla Bnp Paribas e alla SocGen (Société Générale), acquisendo quote rispettivamente del 14,9% e del 7%
del capitale versato. Nel quarto trimestre del 2009, poi, queste banche hanno
riacquistato e annullato le azioni detenute dallo Stato francese, finanziando l’operazione con aumenti di capitale collocati sul mercato.
La Germania è entrato con il 25% più un'azione nel capitale della Commerzbank, la quale ha acquisito la Dresdner Bank dal colosso assicurativo Allianz, e s'è presa tramite la Deutsche Post l’8% della Deutsche Bank.
Nell’agosto del 2009 la Svizzera ha convertito in azioni Ubs le obbligazioni che aveva sottoscritte nell’ottobre del 2008, acquisendo così il 9,3% di uno dei due maggiori gruppi creditizi nazionali. La partecipazione è stata quindi ceduta integralmente sul mercato.
Lo Stato svedese è presente nel capitale della Nordea Bank con una quota storica intorno al 20 per cento.
E passiamo agli Stati Uniti d'America. Nell'ultimo  trimestre del 2008 e nel gennaio del 2009, il Tesoro Usa è intervenuto a sostegno delle banche nazionali (tra cui i tredici gruppi compresi nel campione di R&S) sottoscrivendo azioni privilegiate senza diritto di voto, non convertibili in ordinarie, abbinate a warrant decennali per l’acquisto di azioni ordinarie. L’investimento, per le tredici banche del campione, è stato in tottale di 182 miliardi di dollari (di cui 34 el 2009). Nel corso del 2009 le stesse banche hanno rimborsato 131 miliardi raccogliendo risorse sul mercato dei capitali.
Nel luglio 2009 la Citigroup ha completato un’offerta privata e pubblica di scambio (di azioni privilegiate in azioni ordinarie) alla quale ha partecipato per un ammontare di 25 miliardi di dollari nominali il Tesoro Usa. Questi ha conferito parte delle azioni privilegiate che aveva sottoscritto nel 2008, acquisendo così il 33,6% del capitale ordinario della banca. Questa quota nel 2009 è stata diluita al 27 per cento.