Parte con il piede sbagliato la legislatura in Sicilia. Il nuovo presidente dell’Assemblea di Palazzo dei Normanni, Gianfranco Miccichè, appena insediatosi, ha chiesto l’abolizione della Commissione antimafia regionale, l’abolizione del tetto di 240mila euro per gli stipendi dell’alta burocrazia, concorsi per assumere nuovi dirigenti regionali, come se la Sicilia non ne avesse già abbastanza. E ha dichiarato che il senatore Marcello Dell’Utri, in carcere per una condanna definitiva di concorso esterno in associazione mafiosa, sarebbe vittima di una “cattiveria infinita”. Non sappiamo cosa intendesse il nuovo presidente della Regione, Nello Musumeci, quando in campagna elettorale ha affermato che se fosse stato eletto avrebbe stupito i siciliani. Di certo le sparate di Miccichè non destano stupore. Fu lui a sostenere che era stato un errore aver dedicato l’aeroporto di Punta Raisi a Giovanni Falcone e a Paolo Borsellino. Di stupefacente, dinanzi a parole così impudenti, c’è semmai il silenzio di Musumeci. Da un ex presidente dell’antimafia regionale che ha sfilato in memoria di Borsellino e ha chiamato il suo movimento “Diventerà bellissima”ci si sarebbe aspettati quanto meno una presa di distanza.
L’esordio di questo governo, con l’indecente sostegno di alcuni esponenti del centrosinistra all’elezione di Micchichè, è dei peggiori. E l’invito a fare alleanze con la maggioranza rivolto da Miccichè al Pd è tutt’altro che un semplice auspicio.

Sotto, i link ad alcuni miei articoli sulle vicende siciliane degli ultimi mesi:

Sicilia, nel Pd è corsa a scaricare Micari: i renziani vanno con Musumeci e Crocetta con i 5Stelle

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Elezioni in Sicilia, si lavora in gran segreto all’alleanza tra Musumeci e il Pd renziano

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La Sicilia rischia l’ingovernabilità. Renzi e Berlusconi ‘costretti’ a dialogare

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