Una mia inchiesta pubblicata di recente da “L’Espresso”, sul contrabbando di prodotti petroliferi provenienti dalla Libia, aveva anticipato i nomi dei partecipanti a una rete criminale arrestati il 18 ottobre 2017 su mandato della Procura di Catania. Come potete leggere nell’articolo linkato qui sotto, dell’associazione a delinquere dedita al trasporto illegale di benzina e gasolio verso l’Italia, attraverso la Sicilia, fanno parte fra gli altri Fahmi Bin Khalifa, detto Fhami Slim, a capo di una milizia libica, che era stato incarcerato per traffico di stupefacenti durante il regime di Muammar Gheddafi, e il maltese Darren Debono, il quale era socio di Bin Khalifa in una società di diritto maltese, la Adj trading limited, che gestiva due navi coinvolte nel trasporto illegale di gasolio e benzina.

Dopo la pubblicazione dell’inchiesta, il legale di Darren Debono aveva scritto in agosto una lettera di precisazione a “L’Espresso”, dichiarando che il suo assistito aveva interrotto da tempo ogni attività commerciale e di affari con Bin Khalifa e che la Adj trading era stata posta in liquidazione e sarebbe stata cancellata dal registro delle società maltesi nel settembre 2017.

Nella mia inchiesta si faceva anche cenno al legame tra questa rete criminale e la mafia siciliana, e infatti tra gli arrestati figura un presunto esponente della cosca catanese Ercolano-Santapaola, Nicola Orazio Romeo. Il gasolio proveniente dalle raffinerie libiche era distribuito in Sicilia dalla MaxCom Petroli, il cui amministratore delegato, Marco Porta, è stato a sua volta arrestato. La MaxCom è una società per azioni dei fratelli Jacorossi, dei quali la cronaca giudiziaria si è occupata più volte negli ultimi decenni.

http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/06/26/news/cosi-dopo-la-caduta-di-gheddafi-e-tornato-il-contrabbando-di-benzina-e-vale-milioni-1.305083?ref=HEF_RULLO